Per la Grecia non si tratta di un gioco

20.02.2015 - Tony Robinson

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Per la Grecia non si tratta di un gioco
L’euro potrebbe essere sostituito da una nuova dracma? (Foto di Pavlos Vatikiotis (https://www.behance.net/gallery/6080677/New-Greek-Drachma))

Il gioco in corso tra i membri dell’Eurozona per vedere chi cambierà posizione per primo sta per giungere al termine. La Grecia sta chiedendo tempo per elaborare un nuovo piano e finanziamenti ponte tra i vecchi accordi e quelli nuovi. Secondo Wolfgang Schäuble, il Ministro delle Finanze tedesco, il punto è se la Grecia continuerà con lo schema di salvataggio e le misure di austerity, ma evidentemente la Germania non sta ascoltando, giacché la Grecia ha più volte respinto questa possibilità. Ciò che seguirà sarà diverso e non sarà un salvataggio.

Yanis Varoufakis sta facendo tutto il possibile per mantenere la Grecia nell’euro, tranne prolungare il salvataggio e secondo sondaggi recenti gode dell’appoggio del 70% dei greci.

Nell’incontro dell’Eurogruppo dell’11 febbraio Varoufakis ha così espresso l’impegno del governo greco a continuare con le riforme: “Il nostro governo sarà il governo più riformista della storia moderna della Grecia e tra i riformatori più entusiasti d’Europa. Perché? Semplicemente perché non siamo legati a gruppi di interessi e i nostri risultati saranno per la gente, non per amici o patroni.  

Siamo pronti a sostenere riforme strutturali concordate in precedenza con i nostri partners europei riguardo alle tasse, alla gestione delle finanze pubbliche, alla riforma della pubblica amministrazione, al miglioramento del clima per gli affari, alla riforma del sistema giudiziario, alla pianificazione territoriale e alla lotta alla ricerca di rendita [1]. Queste riforme sono del tutto coerenti con il nostro mandato politico e intendiamo addirittura accelerarle. Intraprenderemo azioni senza precedenti contro la corruzione e l’evasione fiscale e per assicurare la riscossione delle imposte…”

Ha poi illustrato i piani del governo per l’economia del paese. “Vogliamo rilanciare progetti infrastrutturali con investitori pubblici e privati e l’appoggio dell’Unione Europea… Vogliamo investire per ridurre i costi dell’energia per le industrie medie e grandi, sostenere l’innovazione e le start-ups e promuovere uno spostamento verso settori con vantaggi comparativi e potenziali per l’esportazione, come quello dei farmaci, l’agricoltura organica, l’industria leggera e le risorse energetiche, con particolare enfasi sulle energie rinnovabili”.

Ha corretto i travisamenti circolati riguardo alla privatizzazione del porto del Pireo. “La notizia riportata dai mass-media di uno stop alla privatizzazione del Pireo non potrebbe essere più lontana dalla verità. In realtà è vero il contrario: gli investimenti stranieri diretti saranno incoraggiati, purché lo stato possa contare su entrate e lungo termine e intervenire nei rapporti di lavoro e nelle questioni ambientali. ”

Ha anche criticato il modo in cui i media hanno presentato gli annunci di riassunzione dei dipendenti statali come gli addetti alle pulizie e l’aumento delle pensioni per i più poveri, spiegando che queste misure hanno un effetto minimo sulla spesa pubblica.  L’aumento del salario minimo si applicherà al settore privato e il suo impatto aumenterà le entrate fiscali, il che è un bene per le finanze pubbliche.

Uno dei punti centrali della discussione riguarda il fatto che per ripagare il debito la Grecia genera un reddito superiore del 4,5% a quello che spende. La Grecia sostiene che questo impedisce la crescita economica del paese e vuole scendere all’1,5%, in modo che tutto il resto venga destinato allo sviluppo economico. La Germania però non si fida della Grecia quando questa sostiene che ripagherà il debito. Dei 240 miliardi di euro dovuti dalla Grecia, 50 sono destinati alla Germania.

La Grecia ha chiesto un’estensione del prestito per finalizzare il suo piano e sembra che questa sia stata concessa per altri quattro mesi, ma mentre il gioco entra nella fase finale, la sua uscita dall’euro sembra ancora possibile. Una mossa del genere avrebbe a lungo termine un effetto molto positivo sull’economia greca, ma a breve termine porterebbe conseguenze dolorose, soprattutto per le imprese che commerciano con altri paesi europei. La Grecia diventerebbe comunque la destinazione ideale per le vacanze del 2015.

Nel frattempo nei social media greci stanno circolando disegni del grafico e artista Pavlos Vatikiotis (https://www.behance.net/gallery/6080677/New-Greek-Drachma) per possibili nuove banconote della vecchia dracma, nel caso diventassero necessarie all’improvviso. Le immagini di questo articolo mostrano personaggi moderni che hanno dato grandi contributi nel campo della cultura, dell’arte e della scienza: Maria Callas (soprano), Melina Merkuri (attrice e politica), Odysseas Elitis (vincitore del Premio Nobel per la  letteratura), Cornilios Kastoriadis (filosopo), Giorgos Papanikolaou (dottore e inventore del Pap test)  e Giannis Moralis (pittore).

Mentre per il sistema finanziario internazionale giocare d’azzardo e trattare come una merce la vita della gente è un’occupazione quotidiana, per i greci non si tratta affatto di un gioco: è una questione di vita e di morte per migliaia di persone coinvolte in una crisi umanitaria molto reale.

[1] La pratica immorale di destinare fondi al lobbismo politico per aumentare la propria parte della ricchezza esistente senza crearla.

Traduzione dall’inglese di Anna Polo

 

Categorie: Economia, Europa, Internazionale
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