Il potere e la politica dell’uomo comune

05.08.2014 - Damiano Mazzotti

La politica dell’uomo” è un discorso preparato da Vàclav Havel per l’assegnazione della Laurea Honoris Causa da parte dell’Università di Tolosa, durante la sua dissidenza.

Non sorprende più di tanto scoprire che molte riflessioni scritte da Havel nel febbraio 1984 in un paese forzatamente comunista e lontano dalla Rivoluzione di velluto del 1989, risultano ancora attuali in molti paesi europei, date le progressive degenerazioni finanziarie di stampo tecnocratico. Infatti Havel ha sempre promosso una politica dell’uomo e della vita e ha sempre osteggiato le politiche ingessate degli apparati e delle ideologie.

Forse è meglio ricordare che lo scrittore ceco nel 1989 diventò presidente dell’Assemblea Federale, mentre dal 1993 al 2003 ricoprì la carica di Presidente delle Repubblica Ceca, diventando un grande presidente della nonviolenza: la sua coerenza tra pensiero e azione è stata dimostrata dalla pacifica separazione della Cecoslovacchia in Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca (1993).

Comunque per Havel la moralità è al servizio della verità e la vera politica è la “politica antipolitica”: “la politica non come tecnologia del potere e della manipolazione, del dominio cibernetico sugli uomini o come tecnica strumentale, ma la politica come uno dei modi di realizzare una vita sensata, di proteggerla e servirla” (p. 47).

Quindi “diventa evidente che la politica, in nessun caso, deve essere appannaggio dei soli professionisti e che un semplice elettricista, puro di cuore, nell’onorare qualcosa che lo trascende e libero dalla paura, può influenzare la storia della sua nazione” con la sua coscienza (p. 50). Infatti ogni cittadino detiene “il potere dei senza potere” (2013), che influenza gli altri e la società.

Purtroppo fino a oggi sono state le oligarchie a gestire e a creare le principali forme di potere. E i problemi più grossi per le popolazioni nascono quando le classi dirigenti non vengono selezionate o vengono selezione sempre dalle stesse persone per cooptazione. La meritocrazia legata alle capacità diplomatiche o alle abilità professionali risultanti dalle conoscenze acquisite è in ogni luogo e in ogni tempo una merce molto rara. Lo scambio di denaro e di favori più o meno illegali e l’ambizione incontrollata sono naturalmente i fenomeni che selezionano le peggiori classi dirigenti.

Per approfondimenti: www.castelvecchieditore.com/la-politica-delluomo (è uscito in aprile).

Per approfondimenti sulla natura dei poteri economici consiglio vivamente una video-lezione del Prof. Pietro Terna dell’Università di Torino: http://www.youtube.com/watch?v=KWyikia6mF4.

Categorie: Cultura e Media, Europa
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