Lealtà e Azione è un’associazione culturale presente solo in Lombardia dal 2009, dietro alla quale opera la sezione italiana degli Hammerskin, un network internazionale di ispirazione neonazista. La sede precedente, chiamata “Avamposto”, in viale Brianza, era di proprietà dell’Aler, assegnata tramite trattativa privata per un affitto inferiore ai 3.000 euro l’anno intestato a Norberto Scordo. Tale trattamento di favore è riconducibile ai rapporti con l’ex dirigente dell’Aler Marco Osnato, sostenuto dai militanti di Lealtà Azione durante la campagna elettorale del 2011.

Nel 2013 l’associazione si è trasferita in via Govone a ora ha riaperto i vecchi locali di via Pareto, che qualche anno fa ospitarono Cuore Nero. Affermano il valore del fascismo e hanno come modello personaggi dello stampo di Leon Degrelle, generale belga delle SS e padre del negazionismo dell’Olocausto.

Nel logo di Lealtà e Azione (sul retro) un lupo racchiude un gatto e un cane. È questo il “volto animalista” degli Hammerskin di Lealtà Azione che il 27 giugno 2014 si presentano al quartiere di via Pareto, in collaborazione con la Federazione italiana emergenze veterinarie. Un modo per rendersi accettabili attraverso il rispetto per la natura, gli animali e il loro benessere. Raccogliere coperte e cibo, diffondere appelli contro il maltrattamento degli animali sono oggi modi facili per avvicinare anche chi, in buona fede, è convinto di compiere un gesto di solidarietà. Conoscere cosa si nasconde dietro I lupi danno la zampa è fondamentale per capirne il vero aspetto.

Abbracciare la causa animalista non giustifica e non sminuisce la natura nazifascista di Lealtà e Azione che, al contrario, la strumentalizza per le sue idee razziste.

Una gioventù dura, violenta e crudele, dotata della forza e della bellezza delle giovani belve. (Hitler)

L’unione tra ambientalismo ed eugenetica si innesca verso la fine del 1800 in Germania e durante il Terzo Reich si salda con il razzismo. Preservare e tutelare il proprio territorio è fondamentale per poter costruire un futuro per gli eletti. In questa direzione, la selezione è un passaggio utile e necessario per costruire il futuro del proprio popolo, futuro che sarà sensibile alla natura, nel rispetto di (alcuni) animali, ma sempre sottoposto a leggi autoritarie e immodificabili. L’obiettivo dichiarato di Hitler era quello di rinselvatichire la razza ariana, che doveva essere libera e selvaggia per poter dominare le altre, inferiori. In questo schema l’animale prescelto è il lupo, il “cane non addomesticato”. Il culto del lupo piaceva ai nazisti perché prometteva ordine e disciplina in uno stato di natura privo degli effetti deleteri della “civilizzazione”. Il Terzo Reich promulgò leggi sulla vivisezione, per la tutela delle foreste e della biodiversità all’avanguardia, alcune ancora oggi in vigore. Furono i primi ad emanarne una per la tutela dei lupi (1934), anche se in Germania non ce n’era l’ombra. Non così in Polonia, occupata 5 anni dopo.

Nell’immaginario nazista, il lupo è la bestia psicopatica per antonomasia: fredda, crudele, priva di inibizioni morali, una macchina sottomessa al leader del branco, pronta a massacrare gli avversari ed gli inadatti alla vita. (Boria Sax, 2000)

Non esiste un modello che descriva il comportamento di ogni lupo, dipende dalle circostanze e dagli individui, così come non è possibile farlo per gli esseri umani. Non esiste un “lupo medio”. I nazisti, dunque, inventarono di sana pianta il comportamento dei lupi, per farlo corrispondere ai propri ideali. Poi lo applicarono agli umani, affermando che fosse il miglior modello organizzativo anche per loro. E’ l’animale più strettamente associato alle virtù marziali e alla casta nobiliare: fiero, spietato, combattivo, leale nei confronti del branco.

L’indottrinamento e l’addestramento fisico delle reclute delle SS doveva servire a tramutarli in veri e propri lupi mannari, con tutte le peculiarità delle leggende germaniche. I ragazzini della Gioventù hitleriana mandati allo sbaraglio negli ultimi giorni di guerra e nei primi mesi del dopoguerra (partigiani anti-alleati) si facevano chiamare lupi mannari. Tale era l’ossessione lupina nel Terzo Reich che il Führer si faceva soprannominare lupetto (Wolfi) da Eva Braun e da “Geli” Raubal, figlia della sorellastra di Hitler verso la quale aveva sviluppato un legame possessivo maniacale. La Tana del Lupo (Wolfsschanze) era il nome del suo quartier generale nella Prussia Orientale, Wolfsschlucht (la “Gola del Lupo”) di quello francese e Werewolf (“Lupo Mannaro”) di quello ucraino.

Analizzando i documenti e il linguaggio utilizzato da Lealtà e Azione le similitudini con il nazismo sono davvero molte. Lampanti i loro nomi: I lupi danno la zampa, I lupi delle vette, Bran.co e Gruppo Alpha. Ecco il legame storpiato di questa associazione con la figura del lupo, animale bellissimo, ma spesso maltrattato dalla storia e dalle credenze popolari e oggi seriamente in pericolo di estinzione a causa dell’uomo.

Associazioni figlie di Lealtà e Azione

I lupi danno la zampa. Nasce nel 2010 per raccogliere cibo per cani e gatti. Organizza incontri contro la vivisezione e sul comportamento dei cani. Da poco si definisce a tutela dell’ambiente, della biodiversità e contro i circhi con gli animali.

Lupi delle vette.  Gruppo escursionista. Organizza per lo più gite in montagna.

Gruppo studentesco universitario di Lealtà e Azione.

M onore.  Associazione che si occupa di coltivare la Memoria dei caduti della Repubblica di Salò, alleata dei nazisti dopo l’8 settembre, i cui appartenenti si macchiarono di crimini verso la popolazione civile e i partigiani. Organizza conferenze e cura le tombe dei fascisti nei cimiteri italiani.

Bran.Co.  Promuove iniziative di sostegno alle famiglie italiane in difficoltà economica, precarietà lavorativa o disagio sociale (sul modello di Alba dorata, partito neonazista greco). Attualmente sono nei mercati con il banchetto COOXAZIONE per la raccolta di firme contro la violenza su donne e bambini. Fortemente antiabortista, si occupa di infanzia con iniziative sulla pedofilia in collaborazione con la onlus La Caramella Buona.

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