Con Mario Lodi se ne va un pezzo dell’Italia migliore

03.03.2014 - Redazione Italia

Con Mario Lodi se ne va un pezzo dell’Italia migliore
Daniele Novara con Mario Lodi (Foto di foto: CCP http://cppp.it/)

Con Mario Lodi, morto il 2 marzo 2014, se ne va un pezzo dell’Italia migliore. Il testimone di una scuola dove i bambini sono protagonisti del loro apprendimento, dove il metodo asseconda la loro voglia di scoperta e di esplorazione.
Ho avuto l’onore di firmare con Mario Lodi il libro dell’editrice Sonda dedicato ai diritti dei bambini “Alice nel paese dei diritti”, proprio pochi mesi fa, nel novembre 2013, il suo ultimo libro pubblicato.
Maestro elementare, ha praticato durante tutta la sua esperienza professionale una scuola che ha restituito ai bambini la parola. Con i suoi alunni scrisse Cipì, un capolavoro assoluto della letteratura infantile tradotto in tutto il mondo.
I suoi libri pedagogici degli anni ’60 e ’70 hanno formato due generazioni di maestri e maestre spingendo la Scuola Elementare italiana verso un’eccellenza riconosciuta specialmente per quanto attiene la creatività e l’integrazione delle differenze.
Tantissime le collaborazioni con il CPP e ancora prima direttamente con me.
Lo chiamai nel 1986 ad Assisi per il Convegno CEM, Liberare l’educazione sommersa, insieme a Paolo Freire e tanti altri pedagogisti che stavano cambiando i codici educativi della scuola nel mondo. Poi tanti convegni dove ho potuto invitarlo grazie alla sua generosità: a Carpi nell’ambito dei progetti sulla memoria della Fondazione Fossoli, a Senigallia con la Scuola di Pace, a Piacenza con la Città dei Bambini, a Valenza per la Creatività infantile e tante tante altre occasioni.
Senza dimenticare i suoi libri per la mia collana Partenze della Meridiana.
Mario Lodi è stato un grandissimo maestro ed educatore. Ci mancherà tantissimo.
Come Direttore del CPP mi impegno a raccogliere i suoi numerosi scritti che hanno accompagnato la nostra lunga collaborazione.

A scuola, il confronto delle diverse esperienze in una struttura di base fondata sulla parità, permette a ognuno di crescere “differente” e allo stesso tempo “uguale”.
Ognuno sviluppa le sue possibilità e nessuno è più handicappato perché in una situazione dove la diversità è la norma non esiste una linea di demarcazione tra chi sa certe cose e chi non le sa.
(Mario Lodi, La scuola e i diritti del bambino, 1983, p.8)

 

Daniele Novara, pedagogista

tratto da: http://cppp.it/con_mario_lodi.html

Su Mario Lodi e la sua pedagogia consultare:

www.mariolodi.it
www.casadelleartiedelgioco.it

 

 

 

Categorie: Cultura e Media, Educazione, Europa, Opinioni
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