1 Marzo antirazzista: diritti per tutti o per nessuno

01.03.2014 - Redazione Italia

Il primo marzo segna una tappa importante per i movimenti antirazzisti e per tutto il mondo migrante. Qualche anno fa, in questa data, i migranti scesero in piazza dando vita al primo sciopero dei migranti “Una giornata senza di noi” . Diverse piazze d’Italia si riempirono di migranti e comuni cittadini, per ribadire insieme che se esistono i diritti, questi devono valere per tutti. Una mobilitazione che univa tutte e tutti nell’affermazione della dignità dell’essere umano, della libertà di movimento e di scegliere dove costruire il proprio futuro. Oggi il p rimo marzo rappresenta una data simbolo della lotta migrante, e nel 2014 questa giornata, se possibile, è ancor più densa di iniziative e carica di significato.

Febbraio, infatti, è stato segnato da alcune importanti moblilitazioni: la stesura della carta di Lampedusa, che ha visto associazioni e reti antirazziste provare a ridisegnare le politiche migratorie europee dal basso; il corteo del 15 che chiedeva l’immediata chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria. La manifestazione, promossa da diverse realtà antirazziste e di lotta per il diritto all’abitare, è riuscita nell’intento di unire migliaia di persone proprio davanti al Cie, un lager, una struttura inviolabile, tra le cui mura sono stati detenuti negli anni migliaia di migranti, rei soltanto di non essere in possesso del permesso di soggiorno. Donne e uomini privati di qualsiasi libertà personale, costretti a permanere per mesi in condizioni disumane e degradanti, come degradate e fatiscenti sono le stesse strutture cosiddette di “accoglienza”. A partire dalla Carta di Lampedusa, la manifestazione del 15 febbraio ha dunque voluto ribadire con determinazione che i CIE non sono riformabili o migliorabili, come una parte politica continua ciecamente a dichiarare, ma al contrario che l’unica via ammissibile è la loro definitiva chiusura e la cancellazione del pacchetto Bossi Fini e reato di clandestinità introdotto successivamente da Maroni. Sulla scia di questo fermento, e soprattutto sulla ferma convinzione generale che è giunta l’ora di ridiscutere le politiche sull’immigrazione, la mattina del 28 febbraio un gruppo di attivisti delle reti antirazziste metropolitane di Roma ha sanzionato la sede della cooperativa Auxilium, che da quattro anni, attraverso assegnazione per gara d’appalto, gestisce il C.I.E. di Ponte Galeria, non provvedendo alla sua manutenzione e lasciando i migranti in condizioni disumane, privi perfino dello strumento del fax per comunicare con i propri avvocati.

A Roma, dal Sans Papiers e da Scup attraversiamo il primo marzo inaugurando, negli spazi di Scup, la scuola popolare di italiano per migranti, un ulteriore tassello nella fitta scacchiera di strumenti di cittadinanza messi a disposizione dalle realtà associative e dai centri sociali romani, come gli sportelli e le scuole d’italiano per migranti.

A Pisa, nel pomeriggio, le realtà protagoniste dell’occupazione degli spazi di Distretto 42, in occasione dell’anniversario dell’autogestione dei Centro di Accoglienza di via Pietrasantina, presentano la Carta di Lampedusa, risultato di un processo dal basso per l’affermazione e la tutela dei diritti dei/delle migranti.

A Napoli invece, la scuola di italiano per migranti Nablus, organizza una lezione sull’antirazzismo nella galleria “Principe Umberto”, nel cuore del centro storico di Napoli, con gli allievi del corso di italiano, i giocatori dell’Afro-Napoli United (squadra di calcio popolare e antirazzista della III categoria “adottata” dagli spazi occupati di Insurgencia e Mezzocannone Occupato), e con chi vorrà partecipare, in occasione di questo 1° marzo antirazzista. La lezione sarà un modo per raccontare la scuola, nata nello spazio di Mezzocannone Occupato, per lanciare un nuovo sportello cittadino che prenderà vita proprio nella galleria “Principe Umberto, nelle stanze di S.U.D. “Spazio Urbano dei Diritti”.

La rivendicazione per un mondo antirazzista prende vita oggi in moltissime città, abbracciando uno spazio che si estende da nord a sud, passando per i principali capoluoghi, Bologna, Firenze, Genova, Palermo, Parma, Rimini, fino a Niscemi e abbraccia uno spazio plurale che, citando le parole di Erri de Luca pronunciate il 25 febbraio proprio a Scup, “si estende dalla Val di Susa a Lampedusa” nella rivendicazione di un diritto di cittadinanza e di resistenza.

La nostra Europa non ha confini, siamo tutti clandestini!

C.S.O.A Sans Papier, S.C.U.P., Radio Sonar, Distretto 42, Centro di Accoglienza Autogestito Pisa, Progetto Rebeldia, Africa Insieme, Scuola di Italiano per Migranti Nablus

Categorie: Comunicati Stampa, Diversità, Europa
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