“Firenze chiama!” per una città liberata dalle politiche neoliberiste del centrosinistra

19.12.2013 - Per Un Altra Citta


150 persone gettano le basi per costruire un fronte ampio capace di governare Palazzo Vecchio

Politiche neoliberiste, privatizzazioni selvagge ed erosione dei diritti dei lavoratori, uso personalistico della città e delle sue bellezze, l’utilizzo del marchio Firenze per favorire l’ascesa a livello nazionale dell’attuale sindaco. Le politiche del centrosinistra fiorentino, laboratorio originale del renzismo più spinto, non convincono tante fiorentine e fiorentini, organizzati o meno in gruppi, associazioni e comitati, che ieri sera hanno animato l’Assemblea “Firenze chiama! Verso il 2014” in vista delle elezioni comunali della primavera prossima utili a sostituire il gruppo di potere oggi a Palazzo Vecchio.

L’appuntamento di ieri sera è stata il primo passo per un lavoro che da gennaio in poi avrà una decisa accelerazione, con forme innovative e sorprendenti, per costruire una proposta di governo alternativa forte e credibile. Durante l’assemblea hanno parlato persone presenti sul territorio nel contrasto attivo alle politiche imposte dal Pd a livello comunale ma anche regionale. Un’azione accompagnata sempre da proposte alternative, frutto di analisi avanzate dell’esistente e arricchite da tante competenze disinteressate, scevre dai ricchi conflitti di interesse che pesano sempre più sulle decisioni delle amministrazioni locali. Al centro del dibattito la trasformazione di questa indiscussa ricchezza politica e culturale in una rappresentanza consiliare durante la prossima legislatura a Palazzo Vecchio.

Nel suo intervento Ornella De Zordo ha messo a disposizione del nascente progetto l’energia e l’esperienza decennale della lista di cittadinanza perUnaltracittà. Laura Bennati di Spazi Liberati – la rete di 18 vertenze territoriali, dall’acqua ai rifiuti, dal trasporto pubblico alla finanza etica – ha puntato il dito contro la mercificazione di Firenze a favore di maggiori diritti. Andrea Bagni di Alba ha ribadito come occorra puntare su una dimensione comunitaria e su un’idea di città che deve essere dei cittadini che la vivono, per praticare una felicità collettiva anche grazie alla politica, mentre Roberto Spini del Forum Acqua ha parlato di democrazia di prossimità, e di come oggi, il Comune di Firenze faccia gola ai grandi interessi e delle ragioni per cui debba essere riconquistato con una proposta di governo alternativa.

Tiziano Cardosi del comitato No Tunnel Tav ha posto l’accento sui valori storici della sinistra oggi persi dal Partito Democratico a partire dall’uguaglianza, fondamento della convivenza, e dal contrasto della rendita speculativa, qualsiasi abito vesta. Tra gli interventi anche quelli di Gianluca Garetti della rete Rifiuti Zero e di Luca Benci di Azione Civile. Anche per loro, l’obiettivo principale è quello di difendere e tutelare i beni comuni, l’acqua, gli spazi pubblici a partire dal coinvolgimento dei fiorentini nei processi di riappropriazione della città. Lorenzo Zamponi di Firenze su la testa! ha dato conto di come i giovani vengano espulsi dalla città a causa dell’assenza di politiche abitative eque.

All’incontro hanno partecipato anche i dipendenti licenziati del Maggio Musicale Fiorentino che hanno invitato la cittadinanza al flash mob che sarà organizzato il 27 dicembre prossimo davanti allo stabile del vecchio Teatro Comunale, giorno in cui – tramite rogito notarile – sarà svenduto a metà del suo valore.

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Politica
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