Siamo scampati per poco. E contro i rischi futuri, due nuove puntate di “Progressisti in Divisa.”

29.10.2013 - Patrick Boylan

Banksy - Dove with bullet proof vest
Evitati per un soffio, un mese fa, i bombardamenti USA della Siria che potevano avere effetti a catena imprevedibili.

(Per chi non lo sapesse, da una parte la Russia stava inviando altre navi da guerra per proteggere la costa siriana mentre la Cina stava facendo arrivare alcune sue navi da sbarco. Dall’altra parte, l’Italia si era messa di mezzo con due navi militari per fiancheggiare quelle americane ed inglesi, pronte all’attacco. Scenario da terza guerra mondiale.)

Eppure poche sono state le proteste contro questa minaccia alla pace, tranne per la grande veglia silenziosa indetta dal Papa in piazza San Pietro il 7 settembre scorso ed alcune manifestazioni più piccole tenutesi in concomitanza a Roma ed in altre città.

Ci sarà un motivo per l’assenza di contestazioni generali, come quelle imponenti che hanno preceduto il primo bombardamento USA dell’Iraq nel febbraio e marzo del 2003.

Le prime otto puntate dell’ebook “Progressisti in Divisa” hanno cercato di darne una (seppure parziale) spiegazione. Hanno descritto come, in questi anni, il potere si è impadronito degli organismi che di solito suonano l’allarme contro i rischi di una guerra, per farli tacere.

Ora esce la puntata 9, che descrive come il potere ha cercato (e cerca) di condizionare anche noi singoli cittadini comuni:

  • facendoci sentire che è inutile lottare contro una decisione già presa d’iniziare una guerra;
  • facendoci abituare, alla lunga, ai bombardamenti statunitensi (ed italiani) di altri paesi, come in Libia e, da dodici anni, in Afghanistan;
  • facendoci disinteressare della politica internazionale, per concentrarci semmai sul teatrino politico del Bel Paese.

Esce anche la puntata 10, che ci offre invece una speranza. Descrive come potremmo scuoterci e dire basta, siamo stufi di essere manipolati, stufi di essere trascinati in guerre di conquista, fatte passare per interventi “umanitari” o “per la sicurezza”. Ma prima di poterci ribellare contro le manipolazioni del sistema, spiega la puntata 10, dobbiamo fare un esame di coscienza, in molti casi anche sofferto. Abbiamo infatti sicuramente subito alcuni condizionamenti che portiamo avanti da sempre e che ci costerà fatica riconoscere come tali.

Due nuove puntate, dunque, che vorrebbero essere antidoti alle manipolazioni del potere.

 

puntata 9 — http://bit.ly/pid-09
puntata 10 — http://bit.ly/pid-10
Categorie: Opinioni, Pace e Disarmo
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