F-35 e armi nucleari: si conferma il pericolo denunciato da tempo da “Taglia le ali alle armi”

22.04.2013 - Rete Italiana per il Disarmo

F-35 e armi nucleari: si conferma il pericolo denunciato da tempo da “Taglia le ali alle armi”
(Foto di Rete Disarmo)

Le notizie provenienti dagli USA confermano non solo che i caccia F-35 avranno capacità nucleari, ma che a breve potranno imbarcare lo stesso tipo di ordigni nucleari già presenti sul nostro territorio (i B-61 a caduta che si trovano sicuramente ad Aviano e in passato anche a Ghedi). Ponendo problemi anche riguardo al Trattato di Non Proliferazione Nucleare che l’Italia ha ratificato.

Oggi la stampa italiana ed internazionale sta rilanciando con enfasi una importante notizia, scoperta dalle campagne statunitensi contro le armi nucleari a partire da documenti ufficiali: l’amministrazione Obama è pronta ad investire più di 11 miliardi di dollari per rimodernare vecchie bombe nucleari a caduta. Non solo: con questo previsto ammodernamento tali ordigni avrebbero la possibilità di essere installati anche sui nuovi cacciabombardieri F-35 di ultima generazione.

Questa notizia non solo conferma la capacità nucleare degli F-35, che la nostra Campagna ha sottolineato da anni in diversi dossier e documenti (e che nessuno al Ministero della Difesa ha mai smentito), ma anche il fatto che la possibile dotazione nucleare dei caccia F-35 si potrebbe realizzare con ordigni che sono già presenti sul nostro territorio nazionale. “Che ci sia una presenza in Italia, pur se in basi Nato, di bombe nucleari ormai è un fatto acquisito da diverso tempo sulla base di numerosa documentazione – sottolinea Lisa Clark di “Beati i costruttori di Pace” e referente in Italia dei movimenti anti-nucleari –  Una problematicità già nota e che oggi acquista ancora più forza, perché la combinazione letale tra F-35 e ordigni nucleari potrà concretizzata senza doversi allontanare dall’Italia”.

La Campagna “Taglia le ali alle armi” per bocca dei suoi portavoce Grazia Naletto ed Andrea Baranes (Sbilanciamoci!), Francesco Vignarca (Rete Disarmo) e Flavio Lotti (Tavola della Pace) esprime “forte preoccupazione per questa ulteriore dimostrazione della problematicità non solo tecnica e di costo che la partecipazione italiana al programma JSF rende evidente. Come si fa a pensare che un sistema d’arma del genere non configuri una grave violazione dello spirito dell’articolo 11 della nostra Costituzione?”

Oltre per il possibile uso futuro dei caccia F-35, il problema si pone anche riguardo al Trattato di Non Proliferazione nucleare, che l’Italia ha ratificato e che impedisce al nostro paese di dotarsi di armi nucleari. Un’eventuale violazione degli accordi internazionali non si ferma oltretutto a questo: va ricordato infatti come in tutta la documentazione tecnica ufficiale dell’F-35 risulti l’evenienza di dotazione anche con armamento cluster (le famigerate bombe a grappolo).

Tanto più che “gli Stati Uniti non hanno aderito alla Convenzione contro le bombe a grappolo (come invece l’Italia) ed hanno a disposizione grande stock di questi ordigni – dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana Contro le mine – e siamo preoccupati perché l’Italia la scorsa settimana non è nemmeno riuscita a far sentire la propria voce contro l’uso di tali armi in Siria: tutte le buone intenzioni nei riguardi di una politica di disarmo razionale ed umanitaria  vengono disattese da continue e  preoccupanti iniziative che spingono fattivamente  in senso diametralmente opposto”.

Per tutti questi motivi “Taglia le ali alle armi” chiede un’immediata presa di posizione parlamentare a riguardo di questo preoccupante scenario. Ricordando anche tutti gli altri motivi di problematicità da noi sempre sottolineati (costi, problemi tecnici, mancanza di un Modello di Difesa che inquadri l’uso di questo aereo) si rende pienamente evidente la necessità di una sospensione della nostra partecipazione al programma Joint Strike Fighter che produrrà i caccia F-35. Proprio perché la nostra procedura di legge per l’acquisto di armamento non prevede un controllo parlamentare successivo al via libera delle Commissioni competenti, è fondamentale acquisire nuovi elementi tecnici e strategici indispensabili invece per una nuova discussione complessiva, che riveda radicalmente una scelta ogni giorno  più deleteria.

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Pace e Disarmo
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