Un Nuovo Umanesimo per una Nuova Civiltà

29.09.2012 - Redazione Italia

Un Nuovo Umanesimo per una Nuova Civiltà

Pressenza è media sponsor e si occuperà dell’Ufficio Stampa della sessione attiglianese del Simposio “Un Nuovo Umanesimo per una Nuova Civiltà” che si svolgerà dal 2 al 4 Novembre al Parco di Studi e riflessione di Attigliano. Cominciamo pubblicadone gli inquadramenti generali.

Ulteriori info: http://attigliano.worldsymposium.org/

Lo sviluppo delle civiltà nel corso della storia non è stato un processo lineare. Nuove civiltà sono sorte mentre le precedenti si andavano destrutturando. Lo studio del processo storico ci indica che oggi l’umanità si trova nuovamente di fronte ad un bivio.

La crisi profondamente umana e sociale che il mondo sta affrontando, e che si riflette in tutti gli ambiti, invita necessariamente a fermarsi a riflettere sul modo in cui vogliamo continuare ad avanzare.

Il mondo è in continua trasformazione ad una velocità sempre più vertiginosa. Molte credenze, valori e ideologie plasmate in momenti precedenti non sono più capaci di dare risposta ai problemi attuali e ancor meno di contribuire con soluzioni che possano aprire l’orizzonte al futuro. Non crediamo che questa situazione debba intendersi in maniera catastrofica, ma che piuttosto serva a riconoscere in questo momento storico la fine di un’epoca e di una cultura. La crisi sta creando il vuoto necessario affinché nasca qualcosa di nuovo.

Questa crisi ci offre l’opportunità di fare un balzo in avanti nella storia dell’evoluzione umana. Un profondo cambiamento è in atto e sta nascendo una nuova sensibilità planetaria in mezzo al tumulto contemporaneo, che, guardando al futuro con cosciente ottimismo, porta con sé inevitabilmente una rinnovata concezione dell’essere umano, e quindi della società e del progresso.

Tuttavia questa nuova civiltà non sorgerà meccanicamente, ma avrà bisogno di una scelta intenzionale e creativa per costruire i suoi nuovi fondamenti.

L’identificazione dell’essere umano come valore e preoccupazione centrale, il riconoscimento dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani, il rispetto per la diversità personale e culturale, l’affermazione della libertà di idee e credenze, la tendenza allo sviluppo della conoscenza al di sopra di ciò che è accettato come verità assoluta e il ripudio della violenza in tutte le sue forme, sono senza dubbio i punti fondamentali attorno ai quali può riunirsi e plasmarsi questa nuova sensibilità come parte di una nuova civiltà: la prima civiltà planetaria della storia.

Questo Nuovo Umanesimo, continuazione creativa delle migliori aspirazioni di coloro che ci hanno preceduto, non è proprietà di nessuna cultura né può essere cristallizzato in nessun tempo storico. L’Umanesimo è presente in tutte le culture sotto diverse denominazioni e forme, e fluisce verso rinnovati significati allo stesso modo in cui la specie umana transita, in una maniera dinamica, dal determinismo verso la libertà.

Questo Nuovo Umanesimo, per definizione plurale ed includente, non pretende un mondo uniforme o un pensiero unico, bensì la convergenza, il dialogo e l’azione congiunta di tutti coloro che si riconoscono in questa nuova sensibilità.

Affermare la necessità di un Nuovo Umanesimo significa anche affermare la ricerca di un Senso trascendente che giustifichi l’esistenza umana al di là della provvisorietà del trascorrere. Un Senso che si incontra nel profondo di ogni essere umano e che, una volta scorto, si traduce in un modo di vedere e di sentire che ci porta all’azione valida nel mondo interpersonale e sociale.


Crediamo, noi tutti appartenenti al Centro Mondiale di Studi Umanisti, che il nuovo mondo sarà così come lo costruiremo e con questo spirito invitiamo tutti a partecipare al Terzo Simposio mondiale “Un Nuovo Umanesimo per una Nuova Civiltà”.
Prima sessione – Le basi di una nuova conoscenza
Il modo in cui strutturiamo e interpretiamo la realtà, e quindi il modo in cui articoliamo la conoscenza, è sempre in stretto rapporto con un sistema di credenze. È in base alle nostre credenze che costruiamo il paesaggio che ci circonda. Quando parliamo di crisi nel momento attuale lo facciamo a partire da una concezione di progresso, di storia, di evoluzione, fondamentalmente da una concezione del tempo.

La rivoluzione della fisica moderna, dopo più di un secolo, inizia a farsi strada nell’accezione comune. Il meccanicismo della causa-effetto del mondo newtoniano cede il passo alla relatività del campo spazio-temporale, alla reciprocità di energia e materia, ai sistemi complessi, al mondo indeterminato e paradossale della fisica quantistica, del caos e dei sistemi entropici in equilibrio instabile.

Un Nuovo Umanesimo ha quindi bisogno di formulare una nuova visione di processo in cui l’evoluzione delle strutture, mai isolate ma sempre inserite in un contesto maggiore, possa essere descritta da leggi di concomitanza, di struttura, di ciclo, di superamento del vecchio ad opera del nuovo, nella direzione di una crescente complessità. In questo nuovo orizzonte il grande attore e vettore della storia è l’intenzionalità umana, nel proprio cammino in spirale evolutiva.

Dal più infinitesimo microcosmo all’universo smisurato, lo sguardo si amplia e si approfondisce intuendo la complessità e la mistica meraviglia della vita e di tutto ciò che esiste. E in maniera concomitante, l’essere umano irrompe nel naturale fino alla creazione della vita sintetica.

Possiamo osservare nel corso della storia una serie di momenti storici convergenti, dei “momenti umanisti”, caratterizzati da una profonda valorizzazione dell’essere umano e dal rifiuto della violenza.

Sono momenti in cui la dialettica generazionale è riuscita ad installare un nuovo modello di riferimento che superava e spazzava via i paradigmi precedenti, recuperando però ciò che di positivo vi era nella tappa passata. In quei momenti le arti, le scienze, la tecnologia, l’estetica e le concezioni etiche sono state investite da nuova ispirazione. Un nuovo “senso” le ha animate e le ha poste con rinnovata chiarezza al servizio delle migliori aspirazioni evolutive. Contemporaneamente si poteva scorgere in tutte queste discipline un cambiamento nel modo di strutturare la realtà conseguente allo sforzo compiuto per uscire da visioni caratterizzate, in qualche modo, da elementi di chiusura e linearità.

Un Nuovo Umanesimo che si pone alla base di una nuova civiltà non potrà farlo se non andando al fondo della dinamica di quei momenti umanisti, scoprendo quelle caratteristiche sincroniche che li hanno caratterizzati.

In questo intento, si avverte la necessità di intrecciare le diverse discipline, scientifiche e umanistiche, per relazionare le molteplici informazioni in un complesso sistema di intelligenze. Si avverte la necessità di un’intelligenza d’insieme cooperativa e co-evolutiva e rinasce la ricerca intenzionale di un’etica della libertà, necessaria alla vita e all’evoluzione.


l’eco del reale mormora

o rimbomba a seconda dell’udito che lo percepisce;

che se altro fosse l’udito,

altro canto avrebbe ciò che tu chiami “realtà”.
Seconda sessione – Il cambiamento sociale
I diritti e i doveri, inventati dagli esseri umani per necessità di convivenza, di fatto sono sempre stati imposti dal più forte al più debole, anche se tale evento ha spesso assunto l’aspetto, soprattutto nelle epoche recenti e per le popolazioni più avanzate, di “un patto sociale”. Tali diritti e doveri ebbero nel corso della storia processi di miglioramento e di degradazione, in fasi anche cicliche, ma tutte le trasformazioni operate, intenzionali o meno, hanno sempre più consolidato un sistema sofisticato di potere, fondato sul sopruso da parte di una minoranza a discapito di una maggioranza.

L’attuale civiltà planetaria, che nega alla maggior parte delle popolazioni perfino i più fondamentali diritti alla salute e alla sopravvivenza, che ostacola le potenzialità di diffusione della cultura, che tende ad accentuare le differenze materiali, creando recinti razziali, religiosi ed economici, sta conducendo l’intero pianeta verso una catastrofica disumanizzazione. Questo sistema di potere si è creato in un determinato tempo e in presenza di certe condizioni che coloro che lo detengono tendono a mantenere inalterate.

La forte autoconservazione delle condizioni iniziali comporta che ogni evento che le si opponga, richiedendo una trasformazione evolutiva, venga soffocato e messo a tacere, con mezzi tanto più avanzati quanto più è sviluppata la società.

L’attuale crisi è interpretabile come la cuspide di un cambiamento strutturale e quale questo sarà dipenderà dalle spinte che verranno fornite al processo; esse potranno condurci verso una maggiore coscienza, consapevolezza, solidarietà e intenzionalità o verso un oscuro futuro, dalle tragiche condizioni di invariabilità.

Queste scelte dovranno essere prese considerando la centralità dell’essere umano e con il sapiente uso integrato di tutte le risorse dell’intero ecosistema, ma non appare realistico attendersi che ciò sia risolto dai partiti politici, o da ipotetici leaders, che in tutto il mondo hanno dimostrato il loro totale fallimento, e che hanno promesso progresso continuando invece ad allargare il divario che separa una minoranza opulenta da una maggioranza sempre più oppressa. Questo ordine sociale ci chiude dentro un circolo vizioso che si retroalimenta e che tende al completamento di un sistema globale al quale nessun punto del pianeta potrà sfuggire.

È lecito attendersi invece, e già se ne intravedono segnali dai più diversi punti del pianeta, che l’autonoma solidale iniziativa di imprenditori, lavoratori, scienziati e semplici cittadini, consenta di riscoprire metodi per creare azioni sinergiche verso un progressivo sviluppo, coerente con le attese e la dignità dell’essere umano, che non necessita vane ed illusorie speranze, bensì la consapevolezza delle sue immense potenzialità.

Terza sessione – Il cammino della coscienza tra cultura e spiritualità
Il progredire della coscienza umana dal campo del determinismo naturale a quello della libertà ha contraddistinto l’evolversi delle culture e delle civiltà nel corso della storia.

Se gli antichi immaginavano un mondo sottomesso alle leggi della natura o ai capricci degli dèi, dove la Terra era piatta e l’Universo aveva la forma perfetta di sfera immobile, si inizia oggi a riconoscere in ogni campo l’infinità dei mondi e la continua dinamica evolutiva dei sistemi, mentre si vanno modificando simultaneamente le culture dei popoli.

La coscienza, in continuo adattamento crescente con il mondo, supera i propri limiti e amplia sé stessa, generando nuove immagini che provengono dalle sue regioni più profonde. Ad ogni nuovo passo dell’essere umano, il contatto con l’insondabile, la creatività e la spiritualità profonda hanno avuto un ruolo essenziale per guidare il cambiamento.

L’immagine del mondo su cui si fonderà la nuova civiltà mondiale sarà certamente la sintesi degli elementi più progressivi di ogni cultura oggi presente sul pianeta.

In questa ottica di sistemi aperti e dinamici che evolvono verso l’ampliamento della libertà stanno già nascendo una nuova Cultura e una nuova Spiritualità.

Una Cultura in cui la diversità acquista valore in quanto vera fonte di progresso, opponendosi all’uniformità di modelli e vecchi dogmi imposti con la forza dai sistemi dominanti.

Una Cultura in cui la nonviolenza viene riconosciuta ogni giorno di più come unico atteggiamento valido per la costruzione del futuro.

Una Spiritualità semplice e profonda, fonte d’ispirazione creatrice e di unione tra le persone e i popoli.

Categorie: Cultura e Media, Opinioni
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