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Pino Dicevi

Docente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado dal 1965 al 2004, ha sempre curato con gli studenti progetti dal basso: per 10 anni tra i baraccati di Palermo, nelle lotte per l’acqua pubblica, nel teatro d’avanguardia, a tutela dell’ambiente e contro la mafia, il razzismo, la violenza di genere e le guerre. Ha al suo attivo ricerche storiografiche e pubblicazioni sui Fasci Siciliani, sulle migrazioni, sulle stragi di Stato e su Danilo Dolci, articoli e raccolte di poesie. È segretario dell’Associazione Peppino Impastato.

C’è una penisola…

Nel continente europeo c’è una penisola, liberata e fasci-nata da una ducetta che striscia verso il più alto dei sette colli a guardia di una repubblica felice e distratta, nel cuore di una democrazia che viene polverizzata e colonizzata dalla…

Nelle macerie germogliano i fiori

Si alzano sempre gli occhi verso il cielo e la democrazia italiana pedala in salita,  con punti di sutura tracciati all’infinito sulla pelle di una questione meridionale che scorre nel fiume carsico del caporalato e nel biscione che tende la…

Vecchi e nuovi duci

Non c’è più spazio per questo governo e per ministeri che sostengono una cultura giuli-va, varano nuove leggi truffaldine e hanno il tempo di vedere a scoppio ritardato gli attivisti liberati con le ossa rotte e con la giustizia fatta,…

Peppino Impastato, una memoria difficile

Pubblichiamo l’intervento di Pino Dicevi di Sabato 16 Maggio 2026, sulla mostra intitolata: Peppino Impastato, dalle lotte al depistaggio, presentata nella Sala Consiliare del Comune di Castellammare del Golfo (TP)  e organizzata dalla “Associazione ASADIN”, la cui presidente è l’attivissima…

Il bel canto della Resistenza

C’è ancora tanto da vedere e da colpire nelle carceri della massima sicurezza e delle patri-ottiche repubblichine, che svuotano le scuole, la sanità e la giustizia – e la massa dei precari attende di essere assunta, mentre la memoria del…

Un sistema a guida suprema… il nostro

Non c’è più niente da per-donare a chi fa salire la borsa nera dei ricchi, che fanno brillare la pace negli occhi dei profughi stanchi e felici di rientrare nelle case, nelle scuole e negli ospedali che saranno privatizzati, ri-costruiti…

E-venti di guerra

Nella galleria degli e-venti di guerra e nella via delle croci di una destra estrema e nel mare senza colpe c’è la vita e c’è la morte, e c’è anche il MAI PIU’ gridato dai giovani-adulti che credono nella democrazia…

Le palme, l’albero di Giuda e la croce… uncinata

L’Italia ha una donna-madre-machista che si mantiene ri-soluta e unica nel suo genere e dalle sue labbra pendono tutti, ministri e ministre sos-tenuti e pasciuti con bi-stecche ai ferri corti e con soldi sporchi, lavati e ri-ciclati nella droga e…

La maglia si sfilaccia

La maglia della legalità borghese si sfilaccia nel labirinto dei piani militarizzati e i giovani e-lettori rompono i punti di sutura cuciti con fili spinati a corrente alter-nata, alimentata da società per azioni ministeriali che sanno ri-sanare ferite mafiose e…

La Carta e le colombe di ferro

Nelle dottrine di un sistema teocratico, la gente crede e sogna dalla mattina alla sera i balocchi e pro-fumi di una destra estrema che rovina le Carte più belle del mondo, sotto-mette la legge al potere esecutivo e le vecchie…

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