Non c’è più niente da per-donare a chi fa salire la borsa nera dei ricchi, che fanno brillare la pace negli occhi dei profughi stanchi e felici
di rientrare nelle case, nelle scuole e negli ospedali che saranno privatizzati, ri-costruiti e pagati con il sangue dei morti e dei sopravvissuti.

Non c’è più niente da per-donare a chi saziato di genocidio dice basta e si prepara a ri-asfaltare le vie del futuro, tutelato da un sistema a guida suprema che raschia il fondo dei poveri stabilizzati e blocca il pianto a dirotto, che non bagna il petto di chi non ha cuore.

Non c’è più niente da per-donare alla governante sedotta e abbandonata da chi recita il suo teatro di guerra ed offre il suo sangue di Bacco
che dissolve i confini tra l’uomo e il divino, in attesa di essere effigiato nelle banco-note come un santino… protettore di tutte le guerre.

Non c’è più niente da per-donare a un dio guaritore… che fa il pazzo tra pazzi, pasciuto e cresciuto senza ri-morsi di coscienza, che esporta la democrazia con le armi e con le zattere della speranza affondata e polarizzata nelle ricchezze e nei profitti e nell’ora delle decisioni irrevocabili… rassegnate.