Andrea Intonti

Giornalista freelance non iscritto all'Ordine dei giornalisti con la passione per i dettagli e i contesti. Approfondire e allargare l'ambito delle storie è, per me, il vero compito del giornalismo di oggi, cercando di rimettere insieme «i pezzi disorganizzati e frammentati» della realtà, intrecciando la cronaca di oggi con la Storia di ieri. Spiegare i fatti alla base delle notizie e la loro provenienza, ben sapendo che quasi niente nasce da un giorno all'altro e che tutto ha un contesto che deve essere raccontato. Dal marzo 2018 curo il blog “Omissis” (edzomissis.info) dove tra Storia di ieri e storie di oggi cerco di mettere in fila i pezzi del puzzle di questa Italia connivente. Perché, come dal luglio 2017 riporta l'edizione online del Washington Post: democrazy dies in darkness. La democrazia muore nell'oscurità.

Greta Thunberg e non solo: cambiamo abitudini per salvare il pianeta

Inquina di più spostarsi in macchina o in aereo? Per rispettare l’ambiente è meglio mangiare carne o verdure? E quanto costa, in termini ambientali, il tempo che passiamo su internet? In quest’ultimo periodo, tra apologeti e critici, si fa un…

Il rapimento di Silvia Romano colpa della ricostruzione italiana in Somalia?

Sul rapimento di Silvia Costanza Romano, avvenuto in Kenya il 20 novembre 2018, ci sono almeno due possibili cause – collegate tra loro? – che spiegano perché il gruppo terroristico al-Shabaab (“I Giovani”) abbia deciso di rapire una cittadina italiana:…

Venezuela tra petrolio, Guaidó e Maduro: crisi od opportunità?

Come si crea l’opinione (pubblica) su un fatto? Mostrare un camion pieno di aiuti umanitari che brucia il 23 febbraio 2019 sul Ponte Santander, al confine tra Colombia e Venezuela, è un buon esempio. L’incendio è colpa della Guardia Nazionale…

#NonSonoUnBersaglio – la guerra strategica agli operatori umanitari

Essere una bambina, ferita, e aver bisogno di un ospedale. Ma quell’ospedale non c’è più, o meglio: ne rimangono solo alcune macerie. È quanto accade nel video che lancia la campagna “#NonSonoUnBersaglio”, realizzata da Croce Rossa Internazionale e Mezzaluna Rossa…

Il bluff dell’Italia insicura serve (solo) a vendere più armi?

Questa è la seconda parte dell’inchiesta di Andrea Intonti sulla lobby delle armi la cui prima parte potete leggere qui L’Italia è un Paese insicuro? Nel 2017 i dati prodotti dal ministero dell’Interno rispondono di no: omicidi: -16,3%; rapine: -12,3%;…

Comitato Direttiva 477: cifre, nomi e collegamenti politici della “lobby delle armi italiana”

Dal 2015 l’Italia ha la sua lobby delle armi: è il Comitato Direttiva 477 (dal 2019 “Unarmi”) e diventa noto all’opinione pubblica l’11 febbraio 2018, quando davanti alle telecamere firma un “patto d’onore” con il futuro ministro dell’Interno Matteo Salvini.…

Fanghi di depurazione, l’aumento dei limiti inquinanti un favore alle ecomafie?

Mentre tutti guardavamo ai migranti il governo Salvini-Di Maio si trasformava in avvelenatore di terre. Da cittadini, da attivisti, da giornalisti ci siamo concentrati sul 49, il numero che identifica tanto i migranti costretti per oltre due settimane sulle navi…

Via Salaria 981, il Tmb incendiato e quei rifiuti a metà tra business, “complotti” e privatizzazioni

«Complotto», «attacco al cuore dello Stato», «disastro annunciato»: sono alcune delle considerazioni che ruotano intorno all’incendio che l’11 dicembre 2018 ha investito un capannone (2.000 m2 circa) dell’impianto per il trattamento meccanico biologico (da ora Tmb) di via Salaria 981…

Santiago Maldonado e la resistenza Mapuche: quando la repressione “non costituisce reato”

Santiago Maldonado, Raphael Nahuel e Camilo Catrillanca, rispettivamente 28, 22 e 24 anni al momento della morte, avvenuta in tutti e tre i casi per circostanze “non ufficialmente chiarificabili” – seppur chiarissime – tra agosto 2017 e novembre 2018. Tutti…

Augusta-melilli-priolo: storia di una “deportazione” industriale

Salvatore lo trovano così, quel 13 giugno 1992: legato mani e piedi dentro il bagagliaio della sua vecchia Alfa Romeo verde. “Incaprettato”, come direbbero quei mafiosi che nella Sicilia di quel giugno 1992 hanno già ucciso il giudice Giovanni Falcone…

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