C’è un vero e proprio accanimento contro i lavoratori del San Raffaele di Milano, l’ospedale al centro di inchieste per malaffare, tangenti, sprechi e finanziamenti ai partiti, le cui conseguenze  vengono fatte ricadere su operatori incolpevoli.

Stamattina la polizia ha caricato il presidio che le lavoratrici e i lavoratori avevano messo in campo davanti all’accettazione dell’ospedale, già dalla giornata di ieri, per denunciare l’arrivo delle prime lettere di licenziamento sui 240 annunciati.

Una carica di almeno quindici minuti, che ha provocato due contusi, attualmente trattenuti al Pronto Soccorso, uno dei quali per problemi cardiaci.

La protesta intanto prosegue sul tetto dell’ospedale, dove sono saliti 13 lavoratori, fra cui i delegati dell’USB.

L’Unione Sindacale di Base esprime piena solidarietà ai lavoratori, colpiti prima da licenziamenti con effetto immediato ed ora dalle botte. Fra i primi ad essere licenziati ci sono coloro che hanno dato vita alle lotte.

È necessario ricordare che nei mesi scorsi, in un referendum partecipatissimo, la grande maggioranza dei dipendenti dell’ospedale aveva respinto l’ipotesi, sposata da gran parte delle organizzazioni sindacali, ma non dalla USB e dalle RSU, di scambiare i licenziamenti con riduzioni di salario e diritti.

 

L’USB chiede alla neo eletta Regione Lombardia di entrare in campo, per impedire che le colpe degli amministratori ricadano sui lavoratori e sull’utenza, ed invita tutte le forze sindacali e sociali a manifestare accanto a chi sta difendendo il proprio posto di lavoro e la salute dei cittadini.