Il 2025 ha messo a segno una crescita straordinaria dei Cammini che si riflette direttamente sulle economie dei territori attraversati: l’analisi del dossier “Italia, Paese di Cammini” di Terre di mezzo Editore ci restituisce la fotografia di un settore in piena espansione. Analizzando i dati relativi al 2025 e confrontandoli con gli anni precedenti, emerge un quadro sorprendente che unisce l’aumento dei flussi a un impatto economico significativo, soprattutto se si considera che, per la maggior parte, riguarda le aree interne del Paese.

Per la prima volta, grazie anche alla collaborazione con il Centro di studi avanzati sul turismo (Cast) dell’Università di Bologna, è stato possibile inserire nella rilevazione anche l’impatto dei Cammini minori e stimare con rigore scientifico le ricadute economiche sui territori (spesa complessiva dei camminatori, valore che resta direttamente ai territori, valore dell’indotto). Il primo dato eclatante è il numero dei camminatori: l’analisi (che si basa sul numero delle Credenziali, incrociato e verificato con le risposte al questionario di Terre di mezzo) rivela che le persone che si sono messe in cammino nel 2025 sono state almeno 300.046. La media dei giorni in cammino (con una valutazione prudenziale delle risposte al questionario) mostra che chi parte cammina per 7,4 giorni (l’analisi di un campione più ristretto porterebbe questa media a 9,1 giorni, con un impatto economico ancora più significativo). Questo significa che il comparto dei Cammini a piedi ha generato almeno 2.476.880 pernottamenti annui totali. Dalle risposte al questionario si evince che la spesa media giornaliera dei camminatori è di 87,29 euro (sono esclusi da questo computo i costi per il viaggio e per gli acquisti prima della partenza). La spesa diretta complessiva dei camminatori è stata quindi di almeno 216.206.836 euro (2.476.880 x 87,29). Ma grazie anche al contributo del Cast è stato possibile per la prima volta stimare l’impatto economico complessivo dei Cammini sui territori, che nel 2025 è stato di almeno 336,4 milioni di euro.

Si tratta di numeri in forte crescita rispetto agli anni precedenti: nel 2024 i camminatori certificati erano stati 191.465 (ma era già ben chiaro che era una stima prudenziale). Nel boom dei camminatori del 2025 (+56 per cento), bisogna tenere presente che l’aumento è dato anche dalla crescita del numero di Cammini in Italia: 250 i Cammini censiti, 160 quelli che hanno risposto fornendo informazioni. Significativo anche il conto dei Cammini minori, quelli che esistono ma che non hanno un organismo di governance. L’accelerazione della crescita in questi ultimi anni è comunque un trend ben evidente: il 2024 aveva fatto segnare un +29 per cento nel numero di Credenziali rilasciate ai camminatori su base annua. Nel 2023 la crescita era stata del 24,4 per cento. La crescita clamorosa del 2025 trova conferma anche nei dati relativi ai Cammini che hanno avuto Roma come meta (la Via Francigena e la Via Romea Strata in particolare): i Testimonium consegnati dai volontari della Via Romea Strata presso la Basilica di San Pietro ai camminatori che sono arrivati a piedi nel 2025 sono più che raddoppiati: erano 5.576 nel 2024, sono stati 12.038 lo scorso anno che, lo ricordiamo, era un anno speciale (un anno santo giubilare). Alcuni altri macrodati che emergono dal dossier di Terre di mezzo sui trend comportamentali, svelano con estrema evidenza l’evoluzione del settore: nel 2025 sono cresciuti di più i camminatori maschi, nel 2024 le donne rappresentavano la maggioranza, il 51%, mentre nel 2025 si assiste a una lieve inversione di tendenza con gli uomini al 51,4%; il 27 per cento di chi cammina ha meno di 45 anni; i giorni medi di cammino restano quasi identici (7,4 nel 2025 contro i 7,5 del 2024); le Regioni di maggiore provenienza dei camminatori sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Ricordiamo che di recente, con l’approvazione della Legge 13 febbraio 2026, n. 24 sui Cammini, il nostro Paese si è dotato per la prima volta di un quadro normativo organico dedicato agli itinerari percorribili a piedi e alle forme di mobilità dolce. Con questa legge il Cammino viene riconosciuto come un vero e proprio strumento di sviluppo turistico e territoriale, capace di coniugare sostenibilità ambientale, valorizzazione culturale e benessere personale. I Cammini vengono riconosciuti come infrastrutture culturali e turistiche di valore strategico, non più soltanto percorsi escursionistici o itinerari spirituali, ma strumenti in grado di generare sviluppo sostenibile, valorizzare il patrimonio diffuso e sostenere le economie locali, in particolare nei borghi e nelle aree interne del Paese. Il provvedimento prevede anche l’istituzione del Registro Nazionale dei Cammini, una banca dati ufficiale che avrà il compito di certificare gli itinerari riconosciuti dallo Stato secondo criteri di qualità, sicurezza e accessibilità, una cabina di regia presso il Ministero del Turismo, che dovrà coordinare le azioni tra amministrazioni centrali e le Regioni e un tavolo permanente dedicato al turismo lento, pensato come sede di confronto tra istituzioni, associazioni e operatori del settore. La legge prevede, infine, uno stanziamento iniziale di cinque milioni di euro per il triennio 2026-2028, destinati alla valorizzazione e alla promozione della Rete dei Cammini d’Italia.

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