Novantuno sono le anarchiche e gli anarchici che domenica 29 sono stati fermati e condotti in questura perché colpevoli di voler portare un fiore in ricordo di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano morti in un casolare abbandonato all’interno del Parco degli Acquedotti  a Roma.

Un impressionante spiegamento di polizia in assetto di guerra supportato da blindati, cellulari, reparti a cavallo, è stato schierato domenica 29 al Parco degli Acquedotti per impedire il pacifico ricordo dei due militanti anarchici morti il 20 marzo scorso in circostanze ancora non del tutto chiarite. Certamente Sara e Alessandro facevano parte di quella galassia anarchica che si definisce insu e che da anni si mobilita per la fuoriuscita dell’attivista anarchico Cospito dal 41 bis.

Per impedire la deposizione di fiori sul luogo del ritrovamento dei cadaveri, novantuno donne e uomini sono stati circondati dalla polizia e caricati con forza su autobus e tradotti in questura applicando il fermo preventivo. La commemorazione dei due anarchici deceduti era stata vietata dal Questore della Capitale con l’assurda motivazione che “l’inclinazione ideologica dell’anarchismo è in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica”.

Forse si vuole celare qualche scomoda verità impedendo persino che una commemorazione funebre si possa avvicinare al luogo dove sono stati trovati i cadaveri di Sara e Alessandro? Anche non appartenendo alla categoria dei complottisti, sapendo bene che certe pratiche posso sussistere nell’area insurrezionalista, diversi dubbi possono emergere sul fatto che una coppia di anarchici navigati si metta a fabbricare ordigni esplosivi all’interno di un casolare sito in un parco pubblico frequentato da sportivi, bambini, coppiette, anziani e clochard. Un luogo tutt’altro che appartato e sicuro, un luogo dove difficilmente si passa inosservati. Vengono alla memoria altri casi di presunti terroristi saltati per aria per cause recondite, i miei ricordi vanno a Peppino Impastato e a Giangiacomo Feltrinelli. Il dubbio è lecito.

Impedendo una pacifica e floreale commemorazione funebre, la questura di Roma sta applicando i nuovi decreti sicurezza del Governo Meloni, con l’aggravante di indicare che alla base nel movimento anarchico c’è una ideologia “in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica”.

La solerte questura di Roma sta anche anticipando le proposte di legge liberticide della Lega di Salvini per mettere al bando il movimento degli Antifa e quello anarchico, definendoli “associazioni terroristiche”. Già sabato 28 mattina la polizia di Stato, poche ore prima dell’inizio del maestoso corteo NoKings che nel pomeriggio ha invaso la Capitale, facendo l’irruzione nella stanza d’albergo occupata dall’eurodeputata Ilaria Salis, col pretesto di agire a causa di una vecchia informativa del 2023 contro il movimento Antifa, informativa arrivata dalla Germania, ha messo a nudo il Re.

La polizia di Piantedosi non si si è fermata neanche di fronte all’immunità che protegge i parlamentari europei. Mentre si continua a tollerare il saluto romano nei raduni della destra e si continua a non vedere l’occupazione di uno stabile del pubblico demanio al centro di Roma da parte dei neonazisti di Casa Pound, i movimenti antifascisti e anarchici vengono assimilati a movimenti terroristici.

La legge liberticida della Lega definirà gli Antifa, “organizzazioni terroristiche e metterà al bando le associazioni anarchiche e i gruppi militanti antagonisti estremisti che con le loro azioni mettono a repentaglio la sicurezza e la stabilità del nostro Paese”. L’idea di dichiarare gli Antifa fuori legge è partita diversi mesi fa da Trump, quando lo scorso settembre firmò un ordine esecutivo in cui lo stesso movimento americano veniva definito “di iniziativa anarchica militarista, che invita al rovesciamento del governo”.

Sembra di respirare l’aria di un secolo fa, quando, dopo la marcia su Roma delle bande mussoliniane e la presa del potere dall’autoproclamato duce, si presero di mira il movimento proletario e in particolar modo quello anarchico fino alla loro messa fuori legge e all’istituzione del Tribunale Speciale per la lotta all’antifascismo.