Schermaglie tra difensori degli imputati su audio e trascrizioni. Le carte riservate di Frontex consegnate per errore.
Documenti riservati di Frontex consegnati alle difese per errore, file audio non inseriti nelle trascrizioni ma presenti negli elenchi, possibilità di dati incompleti sulle conversazioni audio consegnate ai carabinieri. È stata un’udienza piena di sorprese quella del 24 marzo nel corso del processo per i presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love il cui naufragio, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, ha causato 94 morti.
Sul banco degli imputati, per omicidio e naufragio colposo, figurano Giuseppe Grillo, 57 anni, capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Vibo Valentia; Alberto Lippolis, 51 anni, comandante del ROAN di Vibo Valentia; Antonino Lopresti, 52 anni, ufficiale in comando tattico della Guardia di Finanza; Nicolino Vardaro, 53 anni, comandante del Gruppo aeronavale della Finanza di Taranto; Francesca Perfido, 41 anni, ufficiale della Guardia Costiera in servizio presso l’IMRCC di Roma e, infine, Nicola Nania, 52 anni, in servizio al V MRSC della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria.
I documenti Frontex e il colpo di scena
La settima udienza del processo si è incentrata sull’acquisizione delle conversazioni di quella notte, ma il colpo di scena è arrivato nel finale, quando gli avvocati difensori hanno chiesto al Tribunale di poter ottenere la copia di documenti inviati da Frontex dopo la chiusura delle indagini e che, quindi, non sono a disposizione tra gli atti nel fascicolo del PM.
L’avvocato Tiziano Saporito, difensore di Antonino Lopresti, ufficiale in comando tattico della Guardia di Finanza all’epoca dei fatti, ha rivelato che la Procura ha dato risposta negativa alla richiesta di avere gli atti. Il PM, Matteo Staccini, ha affermato che si tratta di atti che Frontex ritiene sensibili: “Stiamo cercando di sollecitare Frontex per capire qual è il livello di riservatezza e se possono essere resi noti in udienza”.
A quel punto, nel dibattito è intervenuto l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Alberto Lippolis, sostenendo che la cancelleria del GUP aveva consegnato loro anche quei documenti quando avevano fatto richiesta del fascicolo. Un’affermazione che ha lasciato di stucco tutti. Si tratta ora di verificare se si tratti realmente degli atti riservati.
Le schermaglie sugli audio
Non è stata però l’unica sorpresa dell’udienza, caratterizzata dalle schermaglie tra i difensori degli imputati. Insomma, quello che già si era visto nel corso delle indagini: il rimpallo di responsabilità tra Guardia di Finanza e Capitaneria di porto sta entrando anche nel processo.
Il dibattimento si è acceso sulle acquisizioni degli audio delle conversazioni telefoniche e radio della notte tra il 25 e il 26 febbraio. L’ingegnere Fausto Colosimo, consulente della Procura che ha proceduto ad acquisire i dati, ha risposto alle domande dell’avvocato Saporito ribadendo che nella centrale operativa di Roma della Capitaneria di Porto “non era stato possibile acquisire direttamente i dati per questioni di sicurezza sollevate dal capitano D’Agostino e i dati richiesti mi sono stati consegnati su un dvd preparato da loro: non ho assistito all’estrazione dei dati”.
Il consulente ha risposto anche di “non poter escludere che non ci fossero altri dati che non mi sono stati esibiti” e “di non poter sapere se i contenuti che mi sono stati dati sono reali o modificati”. Colosimo, specificando che non era suo compito ascoltare gli audio, ha anche spiegato di “aver operato direttamente per acquisire i dati alla Capitaneria di Reggio Calabria e di Crotone”.
Da parte delle difese è stato fatto anche notare che, mentre i dati acquisiti al V MRSC di Reggio Calabria sono tutti segnati con data di ultima modifica 26 febbraio, quelli prelevati alla centrale di Roma hanno date di ultima modifica successive al 26 febbraio.
Si ricorda che nella precedente udienza era emerso che tra le conversazioni registrate a Reggio Calabria ce n’era una più completa rispetto a quella ottenuta a Roma. La frase pronunciata dall’operatore del V MRSC di Reggio Calabria, mancante nell’audio proveniente da Roma, è: “Al momento… noi… unità da far uscire… non…”. L’avvocato Vetere, difensore di Lippolis, ha fatto notare la mancanza di un file audio – contrassegnato con l’id 9533539, nell’elenco di quelli estratti.
La difesa della Guardia Costiera
Per gli imputati della Guardia Costiera, l’avvocato Natale Polimeni, difensore di Nicola Nania, ha chiesto al consulente come fossero stati copiati i file: “Ho cristallizzato i dati in maniera forense creando i codici ASCII che rendono i dati immodificabili” ha risposto Colosimo. L’avvocato Marilena Bonofiglio, che difende Francesca Perfido, ha fatto notare nell’elenco l’esistenza del file audio 9533539 che secondo la difesa di Lippolis mancava e ha chiesto di poterlo sentire in aula. Richiesta negata dal presidente del Tribunale Alfonso Scibona.
“È un file muto di 8 secondi nel quale si sentono interferenze audio” ha detto il difensore, evidenziando anche che “nelle conversazioni acquisite presso il GAN di Taranto c’erano fruscii sui quali, come ci aveva detto il maggiore Cara, la Finanza avrebbe dovuto dare spiegazioni, ma non ha ricevuto nulla”. In effetti nella precedente udienza il carabiniere che aveva provveduto alla trascrizione degli audio aveva sottolineato che quel file non era stato trascritto in quanto non conteneva nulla.
Il prossimo 7 aprile alle 14.30 l’udienza sarà dedicata all’esame del consulente tecnico della Procura, ammiraglio Maurizio Carannante.











