SOS Mediterranee parteciperà da oggi al 26 febbraio alle diverse iniziative organizzate dalla Rete 26 febbraio con i familiari delle vittime e dei sopravvissuti e con le altre associazioni per ricordare la strage di Cutro: esattamente tre anni fa 94 persone persero la vita a un passo dalle nostre coste. Lo scorso 14 gennaio si è aperto il processo per i fatti di quella notte, oggi la quarta udienza: SOS Mediterranee, insieme ad altre ONG, si è costituita parte civile 

“Quella strage – spiega Valeria Taurino direttrice generale di SOS Mediterranee Italia – non ha spostato nessun equilibrio. Sono morte 94 persone sulle nostre coste: se normalmente chi vuol fingere di non vedere si può rifugiare dietro la distanza fisica, in quell’occasione è stato necessario aprire gli occhi. Nonostante ciò, la questione migrazioni non ha mai smesso di essere strumentalizzata e trattata come un problema di numeri o “risorse”: si tratta di vite umane, che andrebbero protette e rispettate.

Invece il governo in questi giorni ha varato un DDL che colpisce e blocca ancora di più chi salva vite in mare, accettando tacitamente il rischio di altre “Cutro”: forse dovrebbero essere onesti e ammettere che le vittime di questa e di tutte le altre stragi che quotidianamente avvengono nel Mediterraneo non sono un fatto che merita attenzione e soluzioni reali. Il mare continua a restituire cadaveri delle persone morte durante i giorni del ciclone Harry: siamo qui per dire che oggi come tre anni fa la colpa non è del mare né del meteo, ma di chi su queste morti costruisce campagne d’odio e posizionamenti politici anziché trovare soluzioni.”