Riceviamo e pubblichiamo dalla ex-parlamentare Giancarla Codrignani
La follia si diffonde in paure di invasioni e richieste di misure di difesa armata per spendere gli 800 mld che Draghi avrebbe preferito investire per costruire gli Stati Uniti d’Europa.
Data la frammentazione di cui sono attualmente vittime i governi europei, sarà necessario che anche l’Italia pensi a ristrutturare le sue Forze Armate FFAA.
Se lo dice un’antimilitarista, bisogna rendersi conto del senso delle situazioni.
Tutti i paesi democratici hanno tra le istituzioni costituzionali anche “la Difesa”, tranne gli Usa dove Trump ha aggredito il suo popolo imponendogli la sua giusta denominazione “della Guerra”.
Comunque un conto è riconoscere ai militari il ruolo di impiegati dello Stato, un altro è costruire il proprio sistema su una difesa iperarmata. Va ricordato che Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene prevedeva per l’Europa una struttura difensiva comune.
Il ritorno sciagurato dei nazionalismi purtroppo impedisce questa che è la sola scelta conveniente, quella dello strumento difensivo unico: il caso Groenlandia, potenzialmente non scomparso, ha dimostrato che la minaccia trumpiana di invadere il territorio danese, non ha trovato eserciti pronti a fronteggiare l’attacco a un paese dell’Ue, con o senza l’art.5 della Nato. Non possiamo permetterci altre Ucraine.
Né continuare a inventarci paure da Est, quando si sa che Putin – alla guida del paese più esteso del mondo – ha i mezzi per tenere aperti tutti i conflitti, meno quelli per mantenere gli equilibri economico-sociali nel suo paese e non solo.
Per queste ragioni si conferma un crimine investire miliardi in armamenti per guerre che non possiamo permetterci se non vogliamo sfidare il rischio nucleare.
Ma ci sono anche ragioni tecniche che impediscono a governanti sani di mente di spendere in armamenti capitali – di cui avrebbero bisogno per far vivere meglio la loro gente a casa sua.
Tuttavia i ventisette paesi dell’Ue hanno eserciti diversi tra loro, non perché le bandiere e le divise li rendono distinguibili su un ipotetico fronte, ma perché, se il mio carro armato si rompe e non ho i giusti ricambi, lo posso buttare: i droni vanno da soli, ma le armi che vediamo sul (sanguinoso) fronte ucraino fare la guerra sul campo come ai tempi della prima mondiale, funzionano solo se sono americane (e lo sono perché tutti i paesi europei li comperano dall’America).
Infatti negli Usa l’Unione, non gli Stati progetta la difesa e produce i suoi strumenti.
Per queste ragioni meraviglia che non si sia fatto rumore sulla presentazione del “piano Crosetto”: aumento di 100mila effettivi, 15mila riservisti, leva volontaria (12 mesi prorogabili) per 7mila (diventerà permanente per consentire la chiamata veloce per emergenze.
L’Italia disporrà di un esercito di 275mila unità. Spese da 8 a 15 mld.annui. Da votare a marzo (mah!).
Cari amici giovani e giovanissimi, – ragazzi e ragazze, questa volta tocca a tutti per “parità” – non lasciatevi sedurre da posti di lavoro insperati.
So che in realtà la difesa della patria la sentite in un altro modo. Con le armi e con la difesa stateci attenti e dite “no”. Avrei un bel po’ di obiezioni da suggerirvi!










