Noi, docenti, studenti e personale delle Università del Rojava/Siria settentrionale e orientale, vi inviamo questo messaggio mentre usciamo dalle nostre aule per contribuire a difendere le nostre università, le nostre città e la nostra rivoluzione insieme alle forze di autodifesa. Prima dell’amministrazione autonoma, Raqqa (Sharq) e Kobanê non avevano università. I nostri campus, costruiti nel mezzo della guerra, hanno rivendicato l’istruzione a lungo negata ai giovani, fondando l’apprendimento sulla liberazione delle donne, sull’ecologia e su una vita democratica e comunitaria per il popolo.
Negli ultimi quindici anni nel Rojava/Siria settentrionale e orientale, sotto costante pressione e ripetuti attacchi da parte delle potenze imperiali, sub-imperiali e coloniali, il nostro popolo ha costruito una vita condivisa attraverso la capacità collettiva. Contro il capitalismo e il patriarcato, abbiamo lavorato per promuovere una società radicata nella liberazione delle donne, nella vita ecologica e nell’autogoverno democratico. Nelle condizioni di guerra che caratterizzavano l’intera regione, e contro la violenza e le imposizioni degli stati regionali e dei loro mercenari, abbiamo fatto affidamento sulla nostra autodifesa e sulla nostra diplomazia per ritagliarci uno spazio, e all’interno di quello spazio abbiamo lottato per costruire una vita che un tempo sembrava impossibile.
Oggi, quella vita è sotto attacco. Ciò che abbiamo costruito, questa fonte di speranza per i popoli oppressi nella regione e in tutto il mondo, è presa di mira da ogni parte dalle forze fasciste dell’Esercito Arabo Siriano, un pezzo di al-Qaeda trasformato in autorità statale e in giacca e cravatta, e da mercenari, sostenuti da potenze imperialiste regionali e globali.
È in corso un femminicidio e un genocidio. La situazione sul campo è urgente e peggiora di giorno in giorno. I nostri edifici universitari sono pieni di sfollati che cercano di sopravvivere all’inverno senza coperte o vestiti di ricambio. Droni turchi hanno preso di mira diversi luoghi vicino all’Università del Rojava a Qamishlo negli ultimi giorni. Gli studenti nei dormitori di Qamishlo sono isolati dalle loro famiglie a Kobanê, senza sapere se i loro cari sono al sicuro e impossibilitati a contattarli.
La situazione a Kobanê è particolarmente grave. La città è attualmente sotto assedio, circondata dalle forze dell’esercito siriano da un lato e dall’esercito turco dall’altro. Da sette giorni non c’è elettricità, acqua e nessun accesso affidabile ai beni di prima necessità. In queste condizioni, l’apprendimento, la sicurezza e la sopravvivenza sono presi di mira nell’ambito di un assedio coordinato.
Lo diciamo chiaramente ai nostri amici, colleghi e compagni: ci difenderemo con tutto ciò che abbiamo. Difenderemo il nostro popolo, le nostre università e la possibilità di vivere la vita che abbiamo lottato per costruire.
Vi invitiamo, ovunque siate, a schierarvi dalla parte del Rojava. Alzate la voce. Organizzatevi nei vostri campus, nei vostri sindacati e nelle vostre comunità. Usate le vostre posizioni, per quanto limitate possano sembrare, per spingere all’azione, per chiedere conto e per rifiutare il silenzio. Rafforzate le reti di solidarietà che rendono possibile la resistenza. Sostenete gli obiettivi rivoluzionari di libertà, liberazione delle donne, vita ecologica e vita comunitaria democratica. La vostra solidarietà è parte della nostra autodifesa e può contribuire a spostare l’equilibrio e a prevenire un altro genocidio nella regione”.
Universities in Rojava/Northern and Eastern Syria
University of Rojava,
Kobani University,
University of Al-Sharq Students,a Faculty and Staff
Tradotto e diffuso da Franco Berardi Bifo.










