Con la partecipazione di Amnesty Intenational Toscana, Ampi Firenze, CGIL Firenze, Movimento Vita donna libertà Fi, Donna Vita Libertà Associazione Culturale Fi , ed altre associazioni fiorentine, si è tenuto ieri in tardo pomeriggio  in piazza Sant’Ambrogio nel cuore storico di Firenze un presidio di solidarietà con il popolo iraniano.

Le varie associazioni  hanno testimoniato  la tragedia di quel popolo  che vive da decenni sotto l’oppressione del regime teocratico islamico attuale, come di  quello precedente dittatoriale dello Shah  e che in cicli periodi di rivolte come quest’ultima tenta  faticosamente di trovare una propria via verso la libertà, nonostante la frantumazione e la repressione feroce di ogni forma di resistenza e opposizione.

A metà presidio è comparso un gruppo di sostenitori del figlio dello Shah, sventolando bandiere monarchiche e creando un certo imbarazzo.  Il giovane Reza Pahlavi, principe in esilio, è proposto dagli Stati Uniti  come possibile figura sostitutiva in un cambio di regime da loro sostenuto.

In una intervista Reza Pahlavi ha sostenuto: “Gli attacchi di Usa o Israele sono necessari per il collasso del sistema iraniano.” Una prospettiva che le associazioni iraniane presenti  al presidio rifiutano con forza, affermando che sta al popolo iraniano in una necessaria unione delle forze di opposizione raggiungere la propria libertà ed emancipazione senza ingerenze  esterne. Si è chiesto inoltre un  incisivo intervento di tutte  le istanze istituzionali internazionali per condannare e mettere al bando gli atti criminali che il regime degli Ayatollah sta compiendo.

Foto di Cesare Dagliana

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