Dal 18 gennaio al 4 febbraio nella galleria espositiva del Comune di Fiumicello – Villa Vicentina sarà in esposizione la rassegna di fotografie e immagini che ripercorre i “dieci anni trascorsi a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni”, un decennio “di presenza, di voci e di gesti collettivi”.
Ogni anno Paola e Claudio Regeni insieme al Comune di Fiumicello organizzano un evento per ricordare cosa ha subito loro figlio, fare il punto della situazione, incontrare e ringraziare tutte le persone che sostengono la ricerca di verità e giustizia. Speravano che questo 25 gennaio 2026, dieci anni esatti da quando Giulio sparì, avrebbe portato la conclusione del processo. Sogno rimandato.
Sarà comunque l’occasione di radunare il popolo giallo, giallo come il braccialetto di gomma con il suo nome, giallo come i manifesti con il suo viso, giallo come un girasole che non appassisce: un popolo che dall’inizio di quel brutale 2016 è diventato la scorta affettiva, civile, solidale, di due genitori che non si sono mai arresi di fronte alla mostruosità del torto con cui sono stati costretti a convivere…” – Parlano i genitori di Giulio Regeni: «Ci promettono e consolano, ma i suoi assassini sono liberi», di Carlo Verdelli – CORRIERE DELLA SERA / 09.01.2026
Per studiare, e poi lavorare, Giulio Regeni si trasferì negli Stati Uniti, poi nel Regno Unito, quindi a Vienna e in Egitto, dove per un periodo ha collaborato con l’UNIDO / United Nations Industrial Development Organization e il 25 gennaio 2016 scomparve. In un SMS inviato alle 19:41 aveva riferito di essere in procinto di uscire dal campus dell’UAC / Università Americana del Cairo, in cui svolgeva una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani, perciò venne rapito mentre si trovava in piazza Tahrir, cioè nel centro città di Il Cairo. Il successivo 3 febbraio il suo corpo esanime venne rinvenuto alla periferia della capitale egiziana e il 12 febbraio 2016 i suoi funerali sono stati celebrati a Fiumicello, dove dopo la nascita, il 15 gennaio 1988 a Trieste, lui aveva vissuto l’infanzia e l’adolescenza.
Su Facebook il popolo giallo spiega che il disegno di Lorenzo Terranera che illustra la mostra raffigura “il gomitolo che si dipana e crea collegamenti tra le persone” e che, oltre alle “relazioni costruite in questi anni”, simboleggia che “tutti i nodi vengono al pettine, a rappresentare la nostra speranza di riuscire finalmente a dipanare la matassa di ingiustizie e violazioni dei diritti umani” – GIULIO SIAMO NOI