Mercoledì 6 maggio alle 21 in più di 130 cinema verrà proiettato il film “The Sea” e sarà trasmessa, in collegamento live streaming, la conversazione con gli equipaggi della Global Sumud Flottilla in navigazione verso Gaza, condotta da Gulia Innocenzi insieme alla vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano, Maddalena Oliva, e al coordinatore delle emergenze per Medici senza Frontiere ed Emergency, Enzo Porpiglia.
L’iniziativa è promossa da Mescalito Film, che spiega:
Questa serata è un’occasione concreta per esserci tutti insieme, trasformando una proiezione in un momento nazionale di confronto, amplificato dalla campagna Pueblo Unido coordinata da Giulia Innocenzi in collaborazione con la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla e in media partnership con Il Fatto Quotidiano.

The Sea è un coming-of-age e un road movie essenziale, che intreccia tensione, tenerezza e un’idea semplice e potentissima: il diritto di un bambino a sognare. Khaled ha dodici anni e vive vicino a Ramallah. Il mare è a un’ora di distanza, eppure sembra irraggiungibile: permessi, posti di blocco, divieti. Il giorno della gita scolastica tutto pare finalmente possibile, finché al checkpoint le autorità lo fermano e lo rispediscono indietro. Umiliato e determinato, Khaled scappa e si mette in viaggio da solo verso il Mediterraneo, senza conoscere la lingua né la strada. Quando Ribhi, suo padre, scopre che il figlio è scomparso, lascia il lavoro e lo cerca attraversando città e periferie, consapevole che ogni controllo può costargli l’arresto e l’unica fonte di reddito. Tra tensione e tenerezza, “The Sea” trasforma un tragitto breve in un’odissea e un desiderio semplice in una sfida per la dignità, l’infanzia e la libertà di muoversi.
La forza del film sta anche in questo cortocircuito: la “normalità” di una grande città – lavoro, traffico, spiagge, routine – può scorrere come se nulla fosse, mentre a pochissimi chilometri di distanza la vita è scandita da permessi, posti di blocco, attese interminabili e dal timore costante di essere fermati. È vicinanza geografica, non vicinanza di diritti. The Sea rende visibile questa frattura con un gesto cinematografico chiarissimo: trasforma un tragitto breve in un’odissea, e un desiderio innocente in una prova di sopravvivenza, ricordandoci che ciò che per alcuni è banale (andare al mare) per altri può diventare un rischio reale.
Non è quindi un film “neutro” nel senso più profondo del termine: proprio perché sceglie l’umanità invece della retorica, finisce per interrogare lo spettatore e mettere a nudo un sistema di controllo che incide sulla vita quotidiana, sulle relazioni familiari e persino sull’infanzia. Con uno sguardo teso e compassionevole e con un cast in larga parte palestinese, The Sea non pretende di spiegare tutto: fa sentire sulla pelle cosa significa vivere dentro una distanza che è insieme fisica, politica e morale. E invita a uscire dalle semplificazioni per tornare all’essenziale: la dignità, l’amore, la libertà di muoversi.
The Sea mostra con uno sguardo umano ma netto la realtà dei checkpoint e delle disuguaglianze vissute dai palestinesi. La sua vittoria ai Premi Ophir (gli “Oscar israeliani”) e la conseguente candidatura ufficiale agli Oscar 2026 hanno scatenato una reazione durissima del governo israeliano: il ministro della Cultura Miki Zohar ha definito il film “una vergogna” e ha annunciato tagli/stop ai finanziamenti pubblici agli Ophir Awards come ritorsione politica.
The Sea è un film che ha messo in crisi la narrazione ufficiale e per questo motivo è stato osteggiato dalle istituzioni perché “scomodo”.
mercoledì 6 MAGGIO
alle 21 simultaneamente in più di 130 sale cinematografiche di tutta Italia
The Sea
di Shai Carmeli Pollak, con Muhammad Gazawi, Khalifa Natour, Marlene Bajjali, Hila Surjon
live streaming
con la Global Sumud Flotilla in navigazione verso Gaza
insieme a Giulia Innocenzi, Maddalena Oliva ed Enzo Porpiglia
messaggio comune: “Insieme possiamo fare la differenza”











