Mercoledì 8 aprile numerose realtà sociali e sindacali della città si sono ritrovate in assemblea per confrontarsi dopo la vittoria del NO al referendum e la manifestazione No Kings di Roma.
Eventi distinti che però ci hanno dato la misura di come il governo Meloni, allineato alla linea trumpiane, sia in difficoltà tra scandali personali, mancanza di politiche sociali e provvedimenti esplicitamente patriarcali come il DDL Bongiorno.
Allo stesso tempo, si intravede la possibilità di ricostruire spazi e pratiche condivise di organizzazione attorno a temi quali le forme della democrazia, il rifiuto del razzismo e del regime dei confini, il contrasto dell’economia di guerra e della militarizzazione della società.
Il genocidio di Gaza ha messo a nudo tanto l’allineamento dei governi, soprattutto occidentali, con le politiche coloniali sioniste, quanto gli impatti globali di questi processi. Tra questi, l’estensione della violenza militare su scala regionale, il collasso delle istituzioni internazionali e del diritto umanitario, e il rischio di una recessione economica planetaria.
Mentre da Beirut a Gaza, da Teheran a Kiev, la popolazione civile diventa il bersaglio primario della macchina bellica, l’industria militare, le Big Tech dell’intelligenza artificiale e i fondi speculativi fanno affari.
Contrastare l’economia di guerra vuol dire allora praticare nuove forme di resistenza, reclamare welfare invece che armi, praticare solidarietà invece che costruire confini, ripensare la società a partire da chi sta ai margini invece che a favore di chi sta in alto.
Per questo come assemblea abbiamo deciso di promuovere un corteo per il 25 aprile, partendo dalla consapevolezza che la Resistenza e l’antifascismo non sono un fatto storico concluso, ma una pratica viva che attraversa il presente. In questo senso immaginiamo il corteo come uno spazio di cura per chi quotidianamente resiste ai poteri e alle loro guerre, un luogo di incontro, riconoscimento e sostegno reciproco, in cui costruire forza collettiva. Fiori che rompono l’asfalto.
Uno spazio in cui far emergere alcuni nodi fondanti del territorio, su cui mobilitarci: il diritto alla casa per tuttə, il potenziamento delle politiche transfemministe, welfare, lavoro dignitoso e la rottura dei rapporti istituzionali e commerciali con Israele, i cui governi sono responsabili del genocidio del popolo Palestinese.
Il corteo partirà sabato 25 aprile alle ore 11:00 dalla Stazione Fs di Rimini e si concluderà alle ore 12:30 al parco XXV aprile.
Alle 13:30 è previsto un pranzo a Casa Madiba, Via Dario Campana 59F.
L’appello alla cittadinanza è anche quello a partecipare alle iniziative promosse e patrocinate dal Comune di Rimini, a partire dalle celebrazioni istituzionali del pomeriggio.
Promotori
ADL Cobas Rimini
ANPI Provinciale Rimini
ANPI Sezione Rimini
Amnesty International Rimini-Cesena
Casa Don Andrea Gallo Rimini
Casa Madiba Network
CGIL Rimini
Mediterranea Saving Humans Rimini
Non Una Di Meno Rimini
Rimini con Gaza
Adesioni
Possibile Rimini
Libera Rimini
Sinistra Italiana Rimini
Unione Giovani di Sinistra Rimini
Europa Verde Rimini
EcoMapuche
BDS Rimini
Casa del popolo Macondo
Giovani democratici
Rifondazione comunista
Rimini EcoSocialista
Rimini in Comune – Diritti a Sinistra
Sinistra Anticapitalista Rimini











