Stamattina, chi è andato a letto prima di mezzanotte si è svegliato con l’ennesima brutta notizia arrivata da Israele — ancora una volta dal governo Netanyahu, cosiddetto democratico: la flotilla è stata attaccata vicino alle coste greche, in acque internazionali.

Sono state prelevate 175 persone pacifiche, sono stati messi fuori uso i motori delle loro imbarcazioni, lasciate poi andare alla deriva. Gli attivisti pacifisti della flotilla sono stati trasportati sulle imbarcazioni israeliane alla volta di Tel Aviv: un atto vile e barbarico della marina israeliana contro attivisti che hanno solo la colpa di supplire alla disumana assenza dell’Europa sul genocidio palestinese.

Ora tocca a noi; ora tocca ai democratici, agli antifascisti e agli antisionisti difendere il diritto a compiere atti di solidarietà contro le barbarie perpetrate da governi guerrafondai senza scrupoli. Ora tocca alle forze democratiche ristabilire il diritto internazionale e un ordine mondiale che tenga conto del diritto dei popoli sovrani a vivere nei propri paesi, senza subire continui atti di terrorismo e bombardamenti da parte di chi intende sovvertire l’equilibrio globale per tutelare i propri interessi economici e di dominio politico. Vogliono imporre un’idea di supremazia barbara e disumana, basata su una politica economica del profitto bellico; ma un’economia mondiale basata sul commercio di armi è destinata a distruggere il nostro pianeta.

È ora di rimettere al centro i diritti umani. È ora di dire basta all’arrogante impunità israeliana.

Oggi Milano si è svegliata con la tristezza nel cuore, ma con ancora più determinazione. La città ha detto basta ai miserabili tentativi di sovvertire l’ordine mondiale e si è mobilitata: i cittadini democratici e antisionisti si sono dati appuntamento alle 17:00 davanti alla Prefettura. Io, insieme ad alcuni amici, abbiamo deciso di correre in aiuto alla flotilla. Di corsa abbiamo preso la metropolitana e, scesi a San Babila, abbiamo raggiunto il presidio che erano ormai le 17:00 passate.

Intanto che si susseguivano i vari interventi, molti hanno pensato di formare un corteo. Io e i miei amici volevamo raggiungere il presidio permanente per la Palestina in Piazza Duomo e ci siamo avviati che erano ormai passate le 18:00. Mentre ce ne andavamo, molti altri arrivavano a dare il cambio in piazza davanti alla Prefettura.

Di nuovo in metropolitana, abbiamo raggiunto Piazza Duomo. Finito il presidio, abbiamo deciso di scrivere a grandi lettere un messaggio di amore e di solidarietà a tutti gli attivisti in mare: “Sumud Flottilla, siamo con voi”. Abbiamo scattato una grande foto panoramica per poterla postare sui social, per far arrivare il nostro messaggio e non lasciare soli i nostri fratelli e le nostre sorelle che si sono imbarcati, ancora una volta, con grande coraggio per contrastare un ordine mondiale che non ci appartiene.

Alle 19:00, molti non se la sono sentita di tornare a casa. E allora ancora di corsa, in metropolitana, per raggiungere il corteo che si stava snodando per le vie di Milano. Abbiamo raggiunto la coda a Lima e ci siamo resi conto che c’erano migliaia di persone a sfilare spontaneamente, in una Milano ancora immersa nelle attività produttive.

Chissà se stasera qualche telegiornale ci parlerà di ciò che è accaduto oggi a Milano per rispondere ai soprusi del governo israeliano.

di Angela Masala