Muccia è un piccolo Comune della provincia di Macerata di 788 abitanti, collocato sull’Appennino marchigiano.
Nel 2016 ha subito, insieme a buona parte dell’entroterra marchigiano, la catastrofe del terremoto. Non ci sono state vittime in paese, ma le scosse hanno provocato danni gravissimi che dopo 10 anni non sono stati ancora sanati. La ricostruzione va molto a rilento, nonostante la narrazione mainstream della destra di governo regionale, che esprime anche il Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli, marchigiano di Ascoli Piceno, figura di lunga militanza politica e attivissimo regista istituzionale nel territorio del cratere sismico.
Prima del terremoto Muccia aveva 915 abitanti e alle prossime elezioni comunali di maggio, gli aventi diritti al voto saranno 603; molti di essi, insieme agli abitanti più giovani, vivono ancora nelle SAE, le casette di poliuretano che vennero installate dopo la crisi sismica di dieci anni fa.
L’estate scorsa, a seguito di uno scontro politico locale, sei consiglieri comunali, tre di maggioranza e tre di minoranza, si dimisero provocando la caduta del sindaco Mario Baroni. Da allora il Municipio è stato retto da un commissario prefettizio.
Sabato 25 aprile, alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste, gli impiegati della segreteria comunale erano convinti di ricevere la documentazione di quelli che erano ormai i nomi dei candidati che circolavano da giorni, ovvero Giulia Menciotti con la lista ‘Muccia Rinasce’ e Stefano Antonelli con la lista ‘La Torre’.
“Invece – racconta l’attivista locale Giancarlo Copponi – ci siamo ritrovati in Comune sette persone mai viste, nessuna di Muccia o dintorni, che hanno presentato a sorpresa con tutta la documentazione in regola, una nuova lista, la terza”.
Si tratta della lista “Insieme per il futuro”, che indica candidato sindaco Pietro Angelo Lombard e candidati consiglieri Giuseppe Ficco, Matteo Papagna, Francesco Rondinone, Claudio Reginelli, Mauro Simone, Salvatore Mangione, Fabrizio De Luca, Antonio Ecca e Alessia Iannotta. Tutti non nati e non residenti a Muccia. Si tratta di nove agenti penitenziari che lavorano al carcere di Fermo e di un’agente in servizio al carcere di Ascoli Piceno.
Secondo l’articoli 81 della legge 121/81 “gli appartenenti alle forze di polizia candidati ad elezioni politiche o amministrative sono posti in aspettativa speciale con assegni dal momento dell’accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale e possono svolgere attività politica e di propaganda, al di fuori dell’ambito dei rispettivi uffici e in abito civile”.
Negli anni, la combinazione tra aspettativa retribuita e assenza dell’obbligo di raccolta firme nei piccoli Comuni ha spinto molti agenti a candidarsi solo per ottenere il permesso retribuito, generando anche inchieste. Un caso è addirittura finito in tribunale: nel febbraio scorso otto agenti di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Montorio a Verona sono stati assolti dal giudice ‘perché il fatto non sussiste’, per essersi candidati alle elezioni comunali a Pietraferrazzana in provincia di Chieti; la denuncia venne fatta dalla direzione della casa circondariale veronese.
Sono diverse queste liste ‘fantasma’ di agenti penitenziari che, con la medesima denominazione, da anni si ripropongono alle scadenze elettorali; una ad esempio è quella di ‘Movimento Giovani Alleati’.
In effetti, queste iniziative mettono in seria difficolta le strutture carcerarie, che in quel mese vedono venir meno diverse figure in organico. Sicuramente quelle di Fermo e Ascoli Piceno, che sono da tempo sottorganico. La direttrice della Casa Circondariale di Fermo, la dott.ssa Serena Stoico, contattata riguardo l’impegno elettorale di nove agenti che per il prossimo mese saranno in aspettativa elettorale, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Nel caso di Muccia, la lista denominata ‘Insieme per il futuro’, non è nuova alla partecipazione a competizioni elettorali amministrative. Da una ricerca effettuata l’abbiamo trovata almeno altre due volte: nel 2018 nel Comune di Ripabottoni in provincia di Campobasso, 410 abitanti, in cui il candidato sindaco era l’agente Barbiero Nicola, ma nelle quale figurava già tra i candidati consiglieri Pietro Angelo Lombardo, il candidato sindaco di Muccia.
Il caso più eclatante però è quello del piccolo Comune abruzzese di Bisegna, 215 abitanti, in cui l’anno scorso si presentarono ben 24 candidati sindaci, tra cui Piero Angelo Lombardo con la lista “Insieme per il futuro”, che non raccolse alcun voto. Le elezioni si tennero il 25 e 26 maggio 2025.
Poco più di un mese prima, il 3 aprile, a Fermo durante la festa per il 208° anniversario della fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria, diversi agenti, tra cui Pietro Angelo Lombardo, avevano ricevuto uno specifico encomio per l’essersi “distinti per attaccamento alla divisa e senso del dovere”. Ma l’assistente capo aveva già ricevuto una ricompensa a Fermo nel 2017, nel corso della cerimonia annuale per essere nel 2013 “intervenuto nel corso di un episodio drammatico che ha visto coinvolta una donna, in viale Trento, aggredita da due grossi cani, riuscendo a salvarla abbattendo i cani con la pistola d’ordinanza”.
La questione della proliferazione di questa fattispecie di liste elettorali è stata più volte in passato attenzionata dal Paramento tramite interrogazioni e proposte di legge di modifica alla normativa vigente, ma non è stato mai fatto nulla di concreto.
E’ lecito chiedersi se questo tipo di iniziative siano riconducibili solo ad una semplicistica lettura da bar sport sulla furbizia di questi lavoratori del comparto della Giustizia italiana, oppure se alla base ci sia anche una malcelata forma di protesta per le condizioni in cui versa il sistema detentivo italiano, degradante non solo per le persone detenute, ma anche per gli operatori della sicurezza carceraria.
Ma il governo, e il ministro Nordio in particolare, in questi anni si sono occupati di tutto tranne che dei diritti dei detenuti e delle condizioni di lavoro nelle strutture detentive.
Nel caso Muccia nelle Marche sembra esserci un retroscena, a detta dei bene informati di paese. Pare che la lista degli agenti penitenziari sia stata appoggiata da qualche eminente esponente della destra marchigiana, con l’obiettivo di togliere voti al centrosinistra, favorendo la lista espressione del centrodestra, ‘Muccia Rinasce’. Erano infatti rimasti in tre i Comuni di questa zona dell’appennino maceratese non orientati a destra: oltre a Muccia, Castelsantangelo sul Nera e Fiastra. Non è da escludere che la lista degli agenti penitenziari in questo non riesca a dare il solo contributo al territorio.











