La deriva è chiara e pericolosa. Ancora una volta il governo scavalca i giudici e accentra poteri sul Ministero dell’Interno, per poter arrivare a deportare addirittura i minori non accompagnati. Nelle pieghe del decreto sicurezza si nasconde un attacco grave alle garanzie dei minori stranieri non accompagnati, sottraendo alla magistratura minorile la valutazione sui rimpatri e affidandola ai prefetti, cioè alla stessa autorità che quei rimpatri deve eseguire. È un conflitto di interessi evidente, che annulla l’imparzialità del giudizio e la protezione delle persone.
È la stessa deriva che osserviamo da anni nel soccorso in mare, con politiche piegate a logiche amministrative e securitarie e la conseguente criminalizzazione della società civile e delle persone in fuga nel Mediterraneo.
Quando il potere esecutivo si sostituisce a quello giudiziario, soprattutto quando quest’ultimo non è allineato, si mette in pericolo lo Stato di diritto. L’erosione delle garanzie, in particolare per i più vulnerabili, non è un effetto collaterale, ma una scelta politica precisa e disumana da respingere, a terra e in mare.











