Per tre decenni i negoziati globali sul clima si sono concentrati sulla gestione dei sintomi della crisi – le emissioni – ignorandone la causa principale: la proliferazione incontrollata dell’estrazione di petrolio, gas e carbone. Questo ha generato una policrisi devastante: collasso climatico, instabilità economica, conflitti, imperialismo energetico, disuguaglianze, migrazioni e povertà. Non questioni separate, ma incendi interconnessi, tutti causati dalla stessa scintilla: il modello tecno-capitalista alimentato dai combustibili fossili.
In 10 anni petrolio, gas e carbone sono stati responsabili dell’86% delle emissioni di CO₂ che riscaldano il pianeta e contribuiscono a 1 decesso su 5 nel mondo a causa dell’inquinamento atmosferico. Nonostante ciò, i piani governativi e industriali prevedono di aumentare l’estrazione portandoci a produrre entro il 2030 il 120% di combustibili fossili in più rispetto a quanto compatibile con il limite di +1,5 °C.
L’intero ciclo di vita dei fossili, dall’estrazione alla combustione, mina salute, sicurezza e giustizia globale, provocando impatti devastanti senza precedenti su biodiversità, comunità locali, mezzi di sussistenza e culture. Il loro commercio dà vita a instabilità economica dovuta alla volatilità dei mercati energetici, agli shock dell’offerta e alle trappole del debito, nonché a pressioni geopolitiche, conflitti e guerre per risorse obsolete, finite e pericolose.
Dobbiamo allontanarci rapidamente dall’era dei fossili progettando un futuro basato sul rispetto dei limiti della Terra e del diritto all’autodeterminazione di tutte le entità viventi. Solo così potremo affrontare la crisi ecologica, sociale, economica, industriale, alimentare, migratoria e culturale in cui siamo. Sarà possibile solo attraverso una riconversione ecologica delle attività produttive e della filiera energetica pianificata pubblicamente, inclusiva per lavoratrici e lavoratori, fondata sulla giustizia ambientale, finanziata da chi inquina, decentrata, partecipata dalle comunità, capace di rafforzare la sovranità energetica senza lasciare indietro nessun@.
Poiché la produzione di combustibili fossili è così strutturalmente radicata nei mercati globali, nei sistemi finanziari e nella geopolitica, nessun Paese può gestire questa riconversione da solo. Con questa consapevolezza, dopo il fallimento della COP30 di Belém, il governo colombiano e quello olandese hanno lanciato l’appuntamento per la prima Conferenza internazionale per l’abbandono dei combustibili fossili, che si terrà a Santa Marta, in Colombia. Un’occasione decisiva per rafforzare la cooperazione internazionale e il multilateralismo, affrontando finalmente queste crisi interconnesse alla loro radice comune.
Più di 50 governi si riuniranno, pronti a passare da impegni graduali ad azioni concrete, condivise con una coalizione globale di oltre mille soggetti accreditati nel percorso: popoli indigeni, movimenti, Ong, società civile, università, centri di ricerca, Premi Nobel, partiti e governi subnazionali. Una svolta storica nella diplomazia climatica.
Gea – scuola di alta formazione gratuita per giovani ecoattiviste ed ecoattivisti sui temi dell’Ecologia integrale – ha rilanciato in Italia la campagna per il trattato di non proliferazione dei combustibili fossili declinando le ragioni per cui anche il nostro Paese dovrebbe sottoscriverlo e partecipare alla Conferenza. Ad aprile parteciperà alla conferenza a Santa Marta portando il punto di vista dei tanti conflitti ecologico distributivi che nel nostro Paese sono schiacciati tra disastri ambientali, disuguaglianze e ricatto lavoro/salute da un lato, e autoritarismo, criminalizzazione ed espulsione dal dibattito politico dall’altro.
È un percorso orizzontale, partecipativo e in divenire del quale la conferenza di Santa Marta sarà solo il primo passo. Non possiamo più delegare: se non agiamo per fermare la guerra contro la Terra e contro il futuro dell’umanità non lo farà nessun altr@. Solo così potremo unire il grido di chi è esclus@ a quello della Terra, alimentando un’azione globale capace di farci sentire parte di una comunità di destino che si batte per tutte le comunità della Terra. Unisciti anche tu e agiamo insieme!
Per sottoscrivere la campagna www.fossilfueltreaty.org/endorsements
Per sapere di più della Conferenza di Santa Marta transitionawayconference.com
Per unirti alla campagna italiana www.geascuola.org/la-campagna-in-Italia
Per approfondire le argomentazioni del percorso www.geascuola.org/GENERALBRIEFING-ITA
Per scaricare i materiali di comunicazione www.geascuola.org/Perche-e-utile-firmare.zip
Elisa Sermarini, Presidente di Gea – Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale











