In continuità con l’assemblea nazionale tenutasi a Roma il 21 marzo, il 12 aprile 2026 si sono svolte in tutta Italia assemblee regionali di movimento da Nord a Sud con l’obiettivo di sostenere le flotille per la Palestina e rilanciare una mobilitazione popolare e internazionale contro il genocidio, l’occupazione e la complicità politica ed economica con Israele.
Le assemblee hanno coinvolto centinaia di realtà e attivisti in Lombardia (Milano), Toscana (Firenze e Campi Bisenzio), Emilia-Romagna (Bologna), Campania (Napoli), Calabria (Cosenza) e altre regioni, riunendo associazioni palestinesi come l’Associazione dei Palestinesi in Italia (API), Giovani Palestinesi Italia (GPI), l’Unione degli studenti palestinesi, insieme a gruppi solidali quali Global Sumud Flotilla, Thousand Madleens Flotilla, Global Movement To Gaza, Lambretta & Gaza Freestyle e numerosi equipaggi di terra.
Il filo conduttore delle assemblee è stato il rifiuto della repressione, sia in Palestina (con la condanna della pena di morte su base razziale e la solidarietà ai prigionieri politici palestinesi) sia in Italia (con la denuncia dell’imprigionamento politico di attivisti palestinesi, i decreti sicurezza e le campagne di repressione contro le mobilitazioni). Parallelamente, è stata denunciata la complicità strutturale dell’Italia nel genocidio, evidenziata dal dossier Made in Italy per l’Industria del Genocidio che mette in luce il ruolo di aziende come Leonardo S.p.A. e del settore logistico nel sostenere la macchina bellica israeliana.
In Toscana, durante il Festival della letteratura Working Class presso il presidio ex GKN di Campi Bisenzio, si è sottolineata l’importanza di costruire una rete nazionale che mantenga alta l’attenzione su Gaza, Cisgiordania, Libano e tutte le popolazioni vittime del sionismo, con l’obiettivo di bloccare le politiche genocidarie e le complicità europee.
A Bologna, l’assemblea ha rilanciato la proposta di un embargo popolare come strumento fondamentale per fermare l’economia di guerra, invitando a unire le forze in un fronte popolare organizzato e responsabile.
Tutte le assemblee hanno ribadito la necessità di una convergenza concreta e di un metodo di azione diretto, ispirato al “metodo flotilla”: partire senza chiedere permessi, con qualsiasi numero di imbarcazioni, per riaffermare il diritto internazionale e la resistenza palestinese.
In questo contesto, il 25 aprile assume un significato nuovo e potente: non solo come giornata di memoria della Resistenza italiana, ma come giornata di solidarietà e resistenza internazionale, dedicata anche alla lotta del popolo palestinese contro l’occupazione e il genocidio. Diverse campagne, tra cui quella promossa da BDS, invitano a dedicare questa data alla resistenza palestinese, rilanciando mobilitazioni diffuse in tutta Italia.
Le flotille italiane sono pronte a partire intorno al 23 aprile, mentre il 17, 18 e 19 aprile si terranno manifestazioni per la Giornata Internazionale di Solidarietà con i Prigionieri Palestinesi, con iniziative come la campagna Red Ribbons e contestazioni contro le manifestazioni di estrema destra.
Questa mobilitazione diffusa e articolata rappresenta un momento cruciale per costruire un movimento popolare, solidale e internazionalista, capace di opporsi con forza alla repressione, all’occupazione e alla complicità economica, riaffermando con determinazione il rispetto del diritto internazionale e la giustizia per la Palestina.











