Dal 31 ottobre del 2025 al 28 aprile del 2026 (ieri è stato il ), sei mesi di presidio per la Palestina a Cagliari. Sotto il sole cocente o la pioggia a dirotto, il presidio è stato presente in piazza Yenne tutte le sere nei giorni feriali, la domenica e i giorni festivi. Una continuità, forse non immaginabile, grazie alla costanza di diverse persone che hanno dedicato il loro tempo a riempire uno spazio cittadino con le bandiere della Palestina, per denunciare il genocidio di Gaza e la tregua di pace fasulla, durante la quale continuano le uccisioni da parte dell’IDF, la carestia e la mancanza di cure a causa dell’imbarco a cui è sottoposta la Striscia.
Ma il presidio ha dato voce anche ad altri popoli sottoposti all’offensiva di Israele e degli Usa: Libano, Siria, Iran, il popolo kurdo del Rojava; e da parte degli States anche del Venezuela e di Cuba.
Nella giornata di ieri, 28 aprile (180° giorno di presidio), in coincidenza con la ricorrenza di Sa Die de sa Sardigna, giorno di festa per il popolo sardo, in piazza Yenne e in altre piazze cittadine si sono svolte delle manifestazioni. Il presidio è iniziato come di consueto alle ore 19:00 e proseguito fino alle 20:00, allietato dal suono dell’organetto e di altri strumenti della musica popolare con i quali dei bravi musicisti hanno eseguito diverse tipologie di balli sardi.

La partecipazione di molte persone (una quarantina) è stata motivata in particolare dalla solidarietà che si è voluta esprimere nei confronti di Hussam Abu Safiya, medico palestinese, pediatra e direttore dell’ospedale Kamala Adwan di Gaza, incarcerato senza accuse; molti i cartelli con la richiesta della sua liberazione. Un gruppo di donne e di uomini in abbigliamento nero per sottolineare l’ingiustizia che subiscono i detenuti e le detenute nelle carceri israeliane.

In questi sei mesi, il presidio per la Palestina ha dato voce non solo ai palestinesi di Gaza e della Cisgiordania e ad altri popoli opressi nel mondo, ma anche al popolo della pace, che vuole il disarmo, la dismissione delle basi militari della Sardegna e la riconversione della fabbrica di morte RWM presente nel territorio dei comuni di Domusnovas, Iglesias e Musei. Il Presidio cagliaritano per la Palestina ripudia la guerra (art. 11 della Costituzione Italiana), come sta scritto nello striscione cucito a mano, che in occasione della grande manifestazione NO KINGS ha sfilato per le vie di Roma e il 25 aprile per le strade di Cagliari.











