Noi, membri dell’Agorà degli Abitanti della Terra, dichiariamo fuori legge ogni forma di violenza fisica inflitta al prossimo, così come ogni forma di aggressione armata e di atto terroristico, pertanto condanniamo con forza il conflitto Israelo-statunitense in atto, ordito dal presidente degli Stati Uniti d’America, senza l’accordo degli organi democratici del suo paese.
Inoltre, qualunque sia la loro origine accertata, poiché gli stati che si scontrano nel conflitto si incolpano a vicenda d’averli commessi, qualifichiamo « atti terroristici di Stato » vietati dal diritto internazionale, i recenti e sistematici bombardamenti che distruggono le strutture di potabilizzazione della risorsa idrica, bene comune e vitale per l’umanità.
Ecco cosa scrive Lorenzo Tecleme, sulle pagine del Manifesto : « Le diplomazie dell’Asia occidentale si rimbalzano tra loro da giorni la responsabilità di un raid aereo. È quello che ha colpito l’impianto di desalinizzazione dell’isola iraniana di Qeshm, nello stretto di Hormuz, uno dei molti che trasformano l’acqua di mare in acqua potabile. L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di esserne autori, mentre la stampa israeliana lo ha attribuito all’esercito emiratino – ma sia Washington sia Abu Dhabi negano. Nel frattempo un altro dei molti Paesi coinvolti dalla guerra, il Bahrain, ha denunciato a sua volta un attacco ad un impianto simile nel suo territorio, indicando l’Iran come autore. »
« Ecco – dice Riccardo Petrella- che l’acqua fa parte cruciale della guerra degli USA e di Israele contro l’Iran: ora i dissalatori dell’acqua del mare su cui da alcuni anni ormai si fonda l’approvvigionamento idrico di acqua dolce, potabile, della maggioranza degli Stati del Medio Oriente sono distrutti militarmente; cio’ che in teoria è vietato dal diritto internazionale della guerra. »
Ma precisa, Lorenzo Tecleme : « In teoria gli attacchi ad infrastrutture civili critiche come i desalinizzatori sono vietati dal diritto internazionale, ma nessuno crede più molto che questo basti a proteggerle. Paradossalmente, è proprio il fatto che tutti i paesi dell’area ne siano dipendenti ad aver fatto sperare agli analisti che, anche in caso di guerra, le infrastrutture idriche verranno risparmiate. La buona notizia è che l’acqua è così strategica che qualsiasi attacco diretto iraniano contro di loro sarebbe considerato una massiccia escalation, quindi forse è un passo troppo in là per Teheran, scriveva ancora Bloomberg pochi giorni fa. I raid di questi giorni dimostrano che si trattava di una previsione ottimistica – e che non è detto sia l’Iran il primo a rompere il tabù. »
Per noi, membri dell’Agorà degli Abitanti della Terra, tali atti sono un ennesimo « inammissibile » da aggiungere a quelli che denunceranno gli artisti dell’Agorà, nel loro spettacolo Dove va il blu ? Farsa epica e indignata, il prossimo 22 marzo a Bruxelles, durante la manifestazione organizzata con « Rise for Climate-Belgium » e tante altre associazioni che, come loro vogliono «fare la pace grazie all’acqua » poiché oggi il mondo consuma più acqua dolce di quella che è capace di rinnovare!!
E spiega Giulia Giordano, analista del think-tank, sulle stesse colonne del Manifesto : « Se i paesi del Golfo iniziano a colpire sistematicamente i rispettivi impianti di desalinizzazione, la prospettiva diventa critica. Tutto il Medio oriente è una delle regioni del pianeta con maggiore scarsità idrica sia per ragioni storiche sia per via del riscaldamento globale» Ecco. « La sicurezza idrica è uno dei pilastri della stabilità della regione».
E ora ? A quale altro scempio umano dovremo assistere, ammutoliti e impotenti europei e cittadini del mondo, incapaci di imporre leggi di pace e di rispetto, e addirittura poco capaci ad esprimere vergogna e cordoglio per le vittime di ignobili massacri quotidiani ? Noi che non riusciamo a trarre il minimo insegnamento dalla lezione storica che Pedro Sanchez, premier spagnolo, quasi solo, coraggiosamente, sta dando all’umanità che non siamo più e che un tempo era degna di questo nome ?
Sembra che non servano più né parole, né analisi, né discorsi, e ancor meno dialoghi diplomatici… Inutili le assemblee, gli emicicli, i grandi convegni multi-statali con tanto di foto di maxi-gruppo più o meno sorridente, per denunciare l’inaccettabile. Accettiamo invece unanimi di lasciar parlare le armi… che seminano morte, orrore e dilaniano i corpi. Accettiamo l’assassinio di massa prima ancora d’aver tentato tutte le vie dell’intelligenza collettiva che distingueva la nostra specie da quella del Leviatano… e così confermiamo che la nostra storia non riesce, da millenni, a construirsi altrimenti se non nel sangue, attravero stragi e stermini ripetuti senza fine…!
A meno che…
A meno che coloro tra i cittadini statunitensi e israeliani che condividono con noi i valori umani vigenti sulla salvaguardia della nostra specie, e che ci uniscono senza alcuna distinzione di nessun tipo, cioè la fraternità, la solidarietà e il rispetto per la vita, accettino di mettere in pratica la nostra seguente proposta :
Noi, membri dell’Agorà degli Abitanti della Terra, proponiamo ai nostri fratelli statunitensi e israeliani di mobilitarsi massivamente per imporre pacificamente ai loro governi di deporre le armi e di dichiarare una tregua immediata e durevole dei conflitti in corso, così come l’espressa e totale rinuncia ad ogni tipo di aggressione contro altri Stati, promuovendo e mettendo in pratica una risoluzione pacifica, ottenuta per le legali e auspicabili vie della diplomazia, di tutte le tensioni geopolitiche presenti e future, nel rispetto dei Diritti Umani Universali e della Sovranità dei popoli.
Bruxelles, 19 marzo 2026











