È stato avviato il progetto “Dignità e Salute in contesti di detenzione femminile in Afghanistan”, un intervento sanitario e di tutela dei diritti fondamentali promosso da Ubuntu ODV (Italia) e Humanitarian Assistance for the Women and Children of Afghanistan (HAWCA), in collaborazione con il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane (CISDA).

L’iniziativa nasce da un percorso di confronto avviato nel 2024 con l’obiettivo di intervenire a favore delle donne afghane più vulnerabili, in particolare quelle detenute o esposte a violenza e discriminazione.

Nel contesto attuale dell’Afghanistan, segnato da isolamento internazionale, crisi economica e gravi restrizioni ai diritti delle donne, le detenute rappresentano una categoria doppiamente vulnerabile. Molte sono incarcerate per presunti “crimini morali” o per essersi sottratte a violenze domestiche e matrimoni forzati. Le condizioni igienico-sanitarie nelle carceri femminili sono critiche: carenza di acqua potabile, farmaci, prodotti per l’igiene personale e servizi di salute riproduttiva.

Il progetto interviene in uno dei pochi ambiti in cui è ancora possibile operare formalmente con programmi sanitari autorizzati. Sono previsti:

screening sanitari e vaccinazioni, distribuzione di kit igienici, miglioramento delle condizioni igieniche, supporto nutrizionale, formazione sanitaria di base, continuità delle cure per i figli delle detenute.

L’intervento non intende legittimare il sistema detentivo, ma garantire un livello minimo di tutela della salute e della dignità umana, riattivando un circuito essenziale di salute pubblica anche in un contesto estremamente restrittivo.

Il progetto è costruito insieme agli attori locali e nasce dai bisogni espressi direttamente dalle detenute e dal personale sanitario sul territorio, in un’ottica di cooperazione partecipata e non calata dall’alto.

Per il progetto vedi qui.