Il 14 febbraio 2026 a Lione è morto Quentin Deranque, uno studente di 23 anni. Quentin è stato aggredito giovedì 12 febbraio a margine di una conferenza dell’europarlamentare Rima Hassan de La France Insoumise che si teneva presso la Facoltà di Scienze Politiche di Lione.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 17.40 in una via poco distante dall’università. Secondo i video e i racconti di alcuni abitanti della zona, un gruppo di ragazzi giovanissimi, vestiti di nero, incappucciati e armati di spranghe, fumogeni e spray al peperoncino hanno colto di sorpresa un altro gruppo di giovani, che molto probabilmente si stavano recando alla conferenza. C’è stato uno scontro violento e Quentin Deranque è rimasto gravemente ferito. All’inizio si è rifiutato di andare in ospedale, dove si è recato varie ore dopo ed è morto a due giorni di distanza per emorragia cerebrale.
Si è trattato di un agguato, oppure no? Attendiamo il risultato delle indagini, ma intanto una controinchiesta di contre-attaque.net ricostruisce uno scenario secondo cui sarebbero stati i fascisti ad attaccare e gli antifascisti avrebbero risposto.
Il fatto è che Quentin si trovava nel gruppo armato. Secondo la narrazione iniziale, invece, un gruppo di persone aveva attaccato il servizio d’ordine del gruppo di estrema destra Nemesis, di cui Quentin faceva parte.
L’aggressione è stata attribuita a un gruppo di estrema sinistra, La Jeune Garde antifascista, creato nel 2018 da Raphael Arnault, un deputato di La France Insoumise.
La famiglia di Quentin ha smentito che il giovane facesse parte di un servizio d’ordine o che fosse un agente di sicurezza.
L’indagine è in corso e l’accusa è di omicidio volontario.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l’aggressione, definendola un “delitto atroce” e Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, ha denunciato le “milizie di estrema sinistra” e ha chiesto che siano classificate come gruppi terroristici.
Il coordinatore nazionale di La France Insoumise, Manuel Bompard, ha condannato la violenza e ha chiesto che i responsabili siano perseguiti.
Già dagli anni Ottanta e Novanta a Lione c’è una presenza consolidata dell’estrema destra radicale. Questi gruppi cercano regolarmente di impedire lo svolgimento di comizi politici di sinistra, per cui si crea una condizione pericolosa che può arrivare anche, come in questo caso, alla morte di un giovane.
La situazione a Lione è tesa, con scontri frequenti tra gruppi fascisti e antifascisti. L’estrema destra è stata accusata di essere responsabile di diversi omicidi e aggressioni, mentre i gruppi antifascisti si difendono contro le minacce e le violenze.
Purtroppo, la morte di Quentin ha aperto le porte a uno scontro mediatico, a una strumentalizzazione politica oltraggiosa e a una demonizzazione de La France Insoumise, tanto che la portavoce del governo è arrivata ad augurarsi che “non ci sia più un deputato de LFI all’Assemblea Nazionale.”
Per saperne di più, a questo link si può trovare un articolo lungo e dettagliato comparso su Osservatorio repressione.










