Repressione della solidarietà e di attivisti climatici

Negli ultimi anni le mobilitazioni in solidarietà con la Palestina e in difesa dell’ambiente sono state sempre più represse e criminalizzate. Arresti, denunce, fermi e procedimenti giudiziari hanno colpito attivisti, studenti e cittadini, mentre alcuni palestinesi come limam Mohamed Shahin, trattenuto in un CPR e poi rilasciato sono detenuti nelle carceri italiane per ordine di Israele, senza aver commesso reati, solo per aver espresso la loro libertà di parola denunciando il genocidio in corso. La recente condanna di Anan Yaeesh a 5 anni e 6 mesi segna un punto di rottura: tribunali italiani che chiamano funzionari israeliani a testimoniare¹.

Razzismo istituzionale e doppio standard: dalla piazza ai tribunali

La violenza e la discriminazione colpiscono stranieri, seconde generazioni e attivisti italiani. Dalla scuola alle piazze fino ai tribunali, la repressione si normalizza attraverso razzismo sistemico e doppio standard. La rilevazione sugli studenti palestinesi nelle scuole, definita dal Ministro Valditara un piano per lintegrazione, rimane sotto vigile osservazione: sarà davvero accoglienza o un precedente ambiguo di controllo? Siamo tornati alle leggi razziali fasciste antisemite del 1938?²

Episodi come quelli di Extinction Rebellion a Brescia e Bologna³, con spogliamento forzato delle ragazze, fermi arbitrari e fogli di via, mostrano la sistematicità di questa logica repressiva.

Centralità della parola: ribaltare il concetto di sicurezza

Il linguaggio non è neutro. Chiamare ambientalisti o attivisti in solidarietà con vittime di guerre terroristie accusarli di associazione a delinquereprepara uno stato deccezione a disposizione di lobby economiche e interessi politici. Non è un fenomeno nuovo: già nel 2023, tra Riace, Piacenza e Padova, questa pratica si stava diffondendo. Parliamo del sempre più frequente reato di associazione a delinquere nei confronti di quanti partecipando a forme non ortodosse di protesta sociale, di azione sindacale, di solidarietà — possono incorrere in violazioni della legge penale.

In questa direzione si colloca anche il dibattito parlamentare in corso su diversi disegni di legge che, adottando la definizione di antisemitismo proposta dallIHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), rischiano di equiparare le critiche allo Stato di Israele allantisemitismo, arrivando a ipotizzare conseguenze penali. Non è ancora chiaro se tali disegni di legge verranno unificati, ma la discussione è imminente e il rischio di approvazione concreto.

Una simile estensione del perimetro penale solleva interrogativi seri sulla libertà di espressione e sul diritto di critica politica, soprattutto in un contesto in cui la solidarietà con la popolazione palestinese viene sempre più spesso criminalizzata.

Tutto questo sotto lo slogan ordine e sicurezza, ma la vera sicurezza nasce da istruzione, sanità, welfare e giustizia sociale, non dalla repressione. Quando i lauti stipendi dei politici finanziano leggi che tutelano interessi stranieri o lobby economiche a scapito della salute e del benessere della popolazione, dobbiamo chiederci: quali interessi vogliamo davvero proteggere?

Fragilità della democrazia italiana

Lesperienza delle assemblee cittadine di Bologna dimostra che pratiche di coinvolgimento dal basso possono funzionare, ma anche quanto possano essere soffocate quando producono decisioni scomode a chi non vuole perdere i propri privilegi. Lo abbiamo già visto con il referendum sullacqua del 2011: più di 25 milioni di cittadini hanno votato e le istituzioni tuttora ne ignorano lesito.

A questo quadro si aggiungono situazioni locali che mostrano come la crisi democratica non sia astratta, ma concreta. A Ravenna, a differenza di quanto avvenuto in altre città, la democrazia appare oggi arenata: la Procura non ha ancora aperto le indagini relative alla denuncia presentata dallavvocato Andrea Maestri e dalla giornalista Linda Maggiori in merito alle armi che circolano nel Porto Un silenzio istituzionale che solleva interrogativi sulla tenuta delle garanzie democratiche e sulleffettivo accesso alla giustizia.

Come scrive Luciano Nicolini su Cenerentola, la differenza cruciale è nel potere decisionale: partecipare non basta, conta decidere davvero. A cosa serve votare, a cosa servono gli strumenti democratici se chi governa è il primo a non rispettarli?

Viviamo in una democrazia svuotata dallalto, mentre la distanza tra istituzioni e società cresce, così come le diseguaglianze economiche, aumentando disagio e povertà. La classe dirigente italiana, segnata da una forte gerontocrazia da destra a sinistra concentra sempre più potere e privilegi: stipendi parlamentari tra i più alti dEuropa e benefit estesi, a fronte di salari reali tra i più bassi in Europa per la popolazione. La frattura non è solo economica, ma profondamente democratica.

In questo contesto, frantumazione dei movimenti e polarizzazione sociale distraggono la società come durante il lockdown: molti, invece di guardare alloperato dei politici, si sono divisi e odiati, tra chi si vaccinava e chi no. Come i quattro capponi di Renzo nei Promessi Sposi di Manzoni: pur nella loro condizione disperata, si beccano lun laltro e fanno tutti la stessa fine, incapaci di guardare oltre.

Dallaltra parte, durante il lockdown erano nate reti di vaccinati e non contro il greenpass, denunciando malapolitica, violazioni dei diritti umani e la necessità di tutelare il benessere psicofisico. Oggi serve la stessa capacità di analisi e riflessione a tutti i livelli: chi è pro o contro Venezuela, chi è credente o ateo, chi è pro o contro Iran, tutti noi dobbiamo capire il gioco che i politicanti di mestiere stanno facendo. A chi deride i gretinichiedo di ascoltare il messaggio degli ambientalisti che chiedono tassare i ricchi, fermare il collasso climaticoo che bloccano il traffico per dare voce alle vittime della crisi climatica¹, come le vittime dellalluvione o la biodiversità e le specie in via destinzione, perché stiamo lasciando alle future generazioni un paese e un pianeta sempre più inquinato e insalubre.

Necessità di vigilanza e dissenso attivo

Un popolo che ogni anno va sempre meno alle urne non può continuare a pagare le tasse e rimanere inerme mentre vengono tagliati servizi pubblici essenziali come ospedali, scuole e welfare. Libertà di parola e protesta nonviolenta devono rimanere legittime, anche per chi non la pensa come noi, soprattutto per chi lotta per giustizia climatica, sociale e per i diritti umani. Lo diciamo proprio perché crediamo nella democrazia e nello stato di diritto, mentre la vediamo crollare intorno a noi.

Mentre le forze dellordine e i tribunali diventano sempre più braccio armato di una minoranza che non tutela i diritti né il territorio, difendere il dissenso e la solidarietà non è più unopzione: è una necessità urgente.

Quando il saggio indica la luna, il governo di turno vuole che tu guardi il dito.

Guardiamo i politicanti, da destra a sinistra, e smettiamo di lasciarci dividere: la democrazia non si salva da sola, è il momento di agire, prima che sia troppo tardi. È possibile andare damore e NON daccordo: creiamo confluenze, anche se è difficile, ricordando quale è il vero pericolo. Guardate la luna e parlatene a casa, al barfate circolare la discussione, create dibattito. Prima che norme emergenziali diventino permanenti e il ddl venga votato, è fondamentale aprire un dibattito pubblico reale, nei movimenti, nelle reti, nelle associazioni, e agire insieme.

Prima vennero per i socialisti, e io non dissi niente, perché non ero socialista.
Poi vennero per i sindacalisti, e io non dissi niente, perché non ero un sindacalista.
Poi vennero per gli ebrei, e io non dissi niente, perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me, e non cera più nessuno a protestare per me.
sermone del pastore Martin Niemöller

Note

  1. Palestina, resistenza e repressione: come lo Stato italiano criminalizza la solidarietà: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-palestina_resistenza_e_repressione_come_lo_stato_italiano_criminalizza_la_solidariet/45289_64804

  2. (v. Link sopra)

  3. SPOGLIATA IN QUESTURA: Bologna come Brescia, Extinction Rebellion si oppone allarchiviazione https://extinctionrebellion.it/press/2025/01/17/opposizione-archiviazione-bologna/

  4. Riace, Piacenza, Padova. Associazioni a delinquere ovunque? https://www.questionegiustizia.it/articolo/riace-piacenza-padova-associazioni-a-delinquere-ovunque

  5. Assemblea cittadina per il Clima di Bologna 2023: Rapporto Finale consegnato al Consiglio comunale: https://www.comune.bologna.it/myportal/C_A944/api/content/download?id=6564c859e8dbf0009a1a5170 – Articolo:

  6. Forum Italiano dei Movimenti per lacqua: https://www.acquabenecomune.org/Il referendum tradito: otto anni dopo, lacqua è ancora una fonte di profitto. Ecco perché https://altreconomia.it/inchiesta-acqua-pubblica/ Articolo 10 anni dopo il referendum: https://economiacircolare.com/10-anni-fa-il-referendum-che-ha-fermato-finora-il-nucleare-e-provato-ad-estromettere-privati-e-profitti-dalla-gestione-dellacqua/

  7. Democrazia partecipativa  o democrazia diretta?, di Luciano Nicolini, Cenerentola: https://www.pressenza.com/it/2026/01/democrazia-partecipativa-o-democrazia-diretta/

  8. Per un cammino ecopacifista, Quanto è libera una stampa non indipendente?: https://peruncamminoecopax.blogspot.com/search?q=stampa

  9. Brigata Basaglia: Assistenza psicologica dal basso durante il lockdown: «La salute mentale è una questione politica»: https://www.dinamopress.it/news/assistenza-psicologica-dal-basso-lockdown-la-salute-mentale-questione-politica/La Q di Qomplotto, di Wu Ming 1, https://www.wumingfoundation.com/giap/2020/12/la-q-di-qomplotto/

  10. Intervista realizzata da Lucio Maniscalco per Pressenza con la portavoce di Ultima generazione Miriam Falco: https://www.youtube.com/watch?v=eC2TK85ZLf8

Altre fonti di approfondimento