L’Unione Europea si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà sanciti nella Carta dei diritti fondamentali della UE.

Da anni, tuttavia, assistiamo alla continua e sistematica violazione di questi principi. La storia dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei Stop Border Violence) che oggi abbiamo voluto raccontare in conferenza stampa è la storia di un’iniziativa asimmetrica: perché da una parte ci sono i cittadini, a mani nude, dall’altra le istituzioni.

“Il fenomeno tragico dei negati soccorsi, la militarizzazione e l’esternalizzazione delle frontiere, così come i respingimenti brutali in Croazia, Francia, Grecia, Italia, Spagna, ma anche in Libia e Turchia, sono la prova di un’impietosa sospensione dei diritti umani che va avanti ormai da tempo.” Lo dichiara Aboubakar Soumahoro che oggi, insieme all’Associazione “Le Veglie contro le morti in mare” e all’Associazione “Sottosopra” ha presentato l’Iniziativa dei Cittadini Europei Stop Border Violence.

“Gli abusi e le violenze sono diventate il tratto dominante della governance europea nella gestione del fenomeno migratorio, ma il nostro status di cittadini europei ci impone di agire per chiedere all’Europa di tornare a dare significato alle solenni parole sottoscritte nel 2000 a Nizza dai capi di Stato e di governo dei nostri Paesi ” aggiungono Francesca Romano e Rita Giacomini, portavoci dell’iniziativa dei cittadini europei.

“La nostra ICE – continuano – chiede al Parlamento Europeo di attuare pienamente quei principi predisponendo un’adeguata tutela delle persone migranti attraverso norme sulle modalità di comportamento delle polizie europee di frontiera e sanzioni in caso di inosservanza; definizione di standard di accoglienza all’interno dell’area UE e specifiche sanzioni per chi agisca in violazione e l’istituzione di un organismo indipendente per monitorare su tutte le situazioni descritte.

L’Unione Europea garantisca il pieno rispetto da parte dei suoi membri dell’art. 4 della Carta UE dei diritti fondamentali, che prescrive l’obbligo non solo di repressione, ma anche di prevenzione di atti di tortura, trattamenti disumani e degradanti nei confronti di tutti gli individui” concludono.

Piattaforma elettronica dell’Unione Europea per firmare online:
https://eci.ec.europa.eu/032/public/#/screen/home

Sito del gruppo Stop Border Violence che promuove l’iniziativa:
https://www.stopborderviolence.org