Nel sito del Comando delle Forze Navali degli Stati Uniti in Europa ed Africa ho trovato un articolo che già nel titolo [i] denotava una visione della religione come mero sostegno spirituale ai nuovi e preoccupanti wargames dell’Alleanza Atlantica. Si riferisce infatti d’un incontro interreligioso sull’ammiraglia della 6^ Flotta USA, nel corso della preoccupante mega-manovra della NATO nel Baltico. «Durante l’esercitazione Baltic Operations 2023, le nazioni alleate e partner hanno operato a fianco di forze non solo terrestri, aeree e marittime, ma hanno anche implementato, addestrato e rafforzato il loro corpo spirituale. In preparazione all’esercitazione, 14 cappellani in rappresentanza di otto nazioni si sono riuniti…per la Conferenza dei Cappellani…incentrata su concetti di interoperabilità, eventi di esercizio, coordinamento logistico e condivisione di competenze e protocolli» [ii].

È evidente il tono poco ‘spirituale’ dell’articolo, che ha invece una coloritura burocratico-militare e utilizza una terminologia aziendale: implementare, addestrare, interoperabilità, coordinamento logistico, competenze, protocolli Nelle due settimane a bordo della nave al comando di una simulazione bellica quella quindicina di ministri di culto – di diversi nazionalità e credi religiosi – hanno discusso su come addestrare i rispettivi ‘fedeli’ in uniforme “su argomenti spirituali relativi ai militari, come il danno morale”, in quanto “i cappellani sono ufficiali navali e professionisti del ministero religioso che si concentrano sulla prontezza spirituale del loro equipaggio assegnato[iii].

Non è chiaro a quale “danno morale” si riferisca l’articolo né cosa sia la misteriosa “prontezza spirituale” che andrebbe alimentata negli equipaggi della US Navy. Viceversa, appare molto chiara la visione cinicamente utilitaristica dei cappellani come “professionisti” delle religioni, al servizio dell’esercitazione militare nel Baltico, come “fonte d’incoraggiamento per la loro gente”, come spiega il Cap. Brian Weigelt.

«I cappellani si relazionano a marinai e marines per la loro identità pastorale, la loro vocazione a prendersi cura di tutta la persona. Mentre prestano servizio come professionisti del ministero religioso, si prendono cura di tutti indipendentemente dal rango o dalle credenze religiose o non religiose e hanno completa riservatezza. Ma servono anche come ufficiali della Marina che capiscono le sfide uniche della vita in mare e la cultura della più ampia organizzazione» [iv].

Evidentemente per l’ufficiale della marina statunitense non solo non c’è contraddizione tra il servizio religioso e militare, ma addirittura la “vocazione” dei cappellani sarebbe  finalizzata a incrementare la “prontezza spirituale” dei futuri combattenti, in quanto essi “direttamente interessati al benessere individuale di marinai o dei marines, offrono soluzioni e indicazioni che un leader di mentalità bellica non può offrire[v].

In sintesi: i cappellani militari servono alla ‘causa’ perché “l’interoperabilità delle forze spirituali alleate e partner è incentrata sulla creazione di fiducia per tutti i soggetti coinvolti[vi] e sono anche utili per assicurare il ‘benessere’ negli equipaggi, facendo loro superare gli inevitabili traumi di chi combatte, ‘prendendosi cura’ del personale militare e rafforzando “il senso di solidarietà che migliora il nostro impegno per il lavoro” [vii].

«La forza dei cappellani si riunirà a Kiel, in Germania, per la conferenza inaugurale sulla Interoperabilità del supporto spirituale per il Comando Marittimo della NATO. Lì esamineranno gli eventi dell’esercitazione, determineranno cosa è andato bene e su cosa dovrebbero concentrarsi l’anno prossimo e inizieranno la pianificazione preliminare» [viii].

Come ho ribadito in precedenti articoli [ix], il connubio blasfemo tra ministeri religiosi e ministeri della guerra è tutt’altro che superato, con buona pace di don Milani, di cui ricorre il centenario. Oggi i toni sono meno retorici e il linguaggio è più aziendale che bellicoso, ma resta lo scandalo della subalternità dei cappellani alle gerarchie militari, di cui hanno accettato di essere parte integrante. Per ‘prendersi cura’ delle anime di quelli che sono addestrati ad usare i corpi e le menti per uccidere e distruggere o, al limite, per prepararli spiritualmente a morire in battaglia…

Ermete Ferraro

[i] Cfr. U.S. Naval Forces Europe-Africa Public Affairs, “Spiritual Support Interoperability: Enhancing Spiritual Readiness across NATO” (June 13,2023) > https://www.c6f.navy.mil/Press-Room/News/Article/3426557/spiritual-support-interoperability-enhancing-spiritual-readiness-across-nato/ (trad. mia)

[ii]Spiritual Support…”, cit.

[iii]  Ibidem

[iv] Ibidem

[v] Ibidem

[vi] Ibidem

[vii] Ibidem

[viii] Ibidem

[ix] Cfr., fra gli altri a firma Ermete Ferraro, i seguenti:  https://ermetespeacebook.blog/2020/01/30/pregare-per-lunita-dei-cappellani-militari/https://ermetespeacebook.blog/2020/12/07/come-barbarea-cosi-marinea/https://ermetespeacebook.blog/2020/03/15/riforma-mimetica-per-religiosi-con-le-stellette/