L’incontro è avvenuto dopo i più recenti scontri al confine

In occasione del vertice della Comunità Politica Europea [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] tenutosi a Praga il 6 ottobre, i leader di Armenia e Azerbaigian si sono impegnati a riconoscere reciprocamente l’integrità territoriale e la sovranità dell’altro in una svolta storica. Secondo quanto riferito, l’incontro è durato ore ed è stato mediato dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e dal presidente francese Emanuel Macron.

Questa sera, l’Armenia e l’Azerbaigian hanno confermato il loro impegno nei confronti della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione di Alma Ata del 1991, attraverso la quale entrambi riconoscono l’integrità territoriale e la sovranità dell’altro.

L’incontro ha avuto luogo poche settimane dopo gli ultimi scontri al confine tra Armenia e Azerbaigian che hanno provocato gli scontri più letali dalla seconda guerra del Karabakh tra i due Paesi nel 2020. Secondo le dichiarazioni di entrambi i Paesi, più di 200 membri del personale di servizio sono stati uccisi durante i conflitti recenti. Il 15 settembre, è stato firmato un cessate il fuoco, con la mediazione della Russia.

Una settimana dopo però, i due paesi si sono scambiati nuove accuse con dichiarazioni rilasciate dai rispettivi Ministeri della Difesa che hanno puntato il dito contro l’altro per i nuovi scontri del 28 settembre. L’Armenia ha dichiarato che tre dei suoi soldati sono morti a causa di questi scontri. Il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha affermato che l’incidente è stato causato dall’Armenia

Poi, il 2 ottobre, sono circolati sui social media filmati che “sembravano mostrare soldati azeri che giustiziano diversi prigionieri di guerra armeni a distanza ravvicinata”, ha riferito Radio Liberty. Kristine Grigoryan, difensore dei diritti umani dell’Armenia, ha dichiarato che il video è stato girato il 13 settembre, durante la recente escalation, secondo le indagini interne e quanto riportato da OC Media. Il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha dichiarato che l’Ufficio del Procuratore Militare indagherà sul filmato, secondo una dichiarazione [az] rilasciata dal Ministero. In precedenza, era emerso un altro video che “sembrava mostrare la mutilazione di una donna soldato armena da parte delle truppe azere durante gli stessi combattimenti”. Secondo quanto riportato da Radio Liberty, ci sono stati altri video che sembrano mostrare soldati armeni che insultano i cadaveri di soldati e civili azeri. Il rappresentante speciale dell’UE per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia, Toivo Klaar, ha chiesto di condurre indagini sui video:

Oggi mi sono stati inviati diversi video che mostrano apparenti crimini di guerra commessi contro gli azeri. Anche questi devono essere indagati e, se autentici, i responsabili devono essere chiamati a rispondere. Il conflitto ha lasciato profonde ferite da ambe le parti e per guarire è necessario che le responsabilità siano accertate.

L’ambasciata britannica in Azerbaigian ha espresso la sua preoccupazione in un post su Facebook.

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price ha chiesto indagini complete e imparziali sui video:

Gli Stati Uniti sono profondamente turbati dalle recenti notizie di soldati azeri che hanno giustiziato prigionieri armeni disarmati. Chiediamo un’indagine completa e imparziale. I responsabili di qualsiasi atrocità devono essere chiamati a risponderne.

Difficili ma possibili prospettive di pace

Nell’aprile 2022, il Presidente Ilham Aliyev ha dichiarato che l’Azerbaigian non riconoscerà “l’integrità territoriale dell’Armenia a meno che Yerevan non firmi un accordo di pace bilaterale in linea con le proposte avanzate da Baku”. La proposta di Baku si basava su un piano in cinque punti che comprendeva l’impegno a riconoscere l’integrità territoriale di ciascun paese, la demarcazione dei confini, l’apertura dei collegamenti di trasporto tra i due territori e un accordo per astenersi dalle minacce.

Il presidente Ilham Aliyev, da parte sua, ha ribadito l’importanza dei principi rispondendo alle domande dei giornalisti il 6 ottobre a Praga. “Oggi, durante l’incontro con il Presidente francese, ho visto che questi cinque principi sono stati accettati. Si tratta di principi basati sulle relazioni tra Stati interessati a normalizzare le relazioni reciproche”, ha dichiarato il Presidente Aliyev, aggiungendo che “il lavoro sul testo dell’accordo di pace dovrebbe iniziare sulla base di questi principi”.

In Armenia, il piano in cinque punti ha ricevuto risposte contrastanti. Il Paese ha accettato il piano in linea di principio, ma ha anche aggiunto sei punti aggiuntivi.

Nel frattempo, a Praga, l’incontro tra i leader di Armenia e Azerbaigian ha portato a un accordo per “una missione civile dell’UE lungo il confine comune”. Secondo una dichiarazione rilasciata dal Consiglio d’Europa, il primo ministro armeno Nikol Pashinian ha accettato di “favorire una missione civile dell’UE lungo il confine con l’Azerbaigian”, mentre l’Azerbaigian ha dichiarato di “aver accettato di cooperare con questa missione per quanto di sua competenza”. La missione inizierà a ottobre e durerà circa due mesi.

Sempre il 3 ottobre, i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian si sono incontrati a Ginevra per dare il via ai lavori sul futuro trattato di pace; il giorno successivo, l’Azerbaigian avrebbe restituito all’Armenia 17 prigionieri di guerra.

Le settimane successive mostreranno quanto i due paesi siano disposti a raggiungere la pace, nonostante i timori incombenti di una nuova guerra.

 

Scritto da  Arzu Geybullayeva tradotto da Francesco Paolo Tutone · articolo originale [en]

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