Pedalare per la Pace…durante gli anni tante le iniziative tra gli appassionati ciclisti per portare messaggi di Pace, soprattutto tra il 6 e il 9 agosto quando si ricordano gli attacchi atomici di Hiroshima e Nagasaki del 1945. Nei giorni scorsi si è realizzato un itinerario molto particolare, seguendo gli Hibakujumoku di Nagasaki, messi a dimora durante questi anni. Questi alberi della Pace sono figli dell’esemplare sopravvissuto alla forza distruttrice dell’arma nucleare che ci ricorda i tragici eventi di 77 anni fa in Giappone, ma anche la sua grande capacità di resistere e rinascere. Come ci ha ricordato Tatsuo Miyajima (uno dei fondatori del Kaki Tree Project) durante la sua recente visita a Brescia, ancora oggi c’è mancanza di cultura di pace. Bisogna continuare a diffonderla nei periodi di guerra, dirigendosi soprattutto ai bambini attraverso l’arte che “parla a tutti”. Ed è questo il progetto internazionale che sta portando avanti da ben 28 anni in tutto il mondo.

Il Kaki Bike Tour, creato dall’associazione Brescia-Nagasaki Kaki Tree Project for Europe, è partito il 6 agosto da Piazza della Loggia a Brescia alle 8.15, la stessa ora in cui l’aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica Little Boy sulla città di Hiroshima, causando tra le 150.000 e le 220.000 vittime, quasi esclusivamente civili. Prima giornata da Brescia a Novellara (Reggio Emilia) sotto il sole cocente. La serata ospiti a Novellara dove nel Parco “Augusto Daoglio” si è ascoltato “Il pilota di Hiroshima” . Il 7 agosto si riparte. Novellara-Carpi-Modena-Savignano sul Panaro-Casalecchio sul Reno. Il primo tratto sotto l’acqua battente, ma i ciclisti vanno avanti imperterriti. ll kaki insegna a resistere. Dopo la calda accoglienza del Vicesindaco di Modena, le dolce colline verso Casalecchio sul Reno. Tante realtà, ma soprattutto tante singole persone con storie da raccontare. 8 agosto, Casalecchio sul Reno-Rimini, che non è solo mare e movida, ma anche un’amministrazione giovane molto sensibile alla pace. 9 agosto, alle 11.00 (come in quel drammatico giorno del 1945) la delegazione bresciana si è poi spostata al Podere Lesignano nella Repubblica di San Marino, dove il 27 febbraio scorso è stata messa a dimora la piantina di kaki. Qui è stata officiata la cerimonia di commemorazione, condivisa in maniera colorata anche con i bambini del centro didattico estivo.

“Il senso del Kaki Tree Project è quello di creare un network di luoghi e persone che facciano diventare un albero il simbolo di resistenza e soprattutto di rinascita – dice Francesco Foletti, il presidente di Brescia-Nagasaki Kaki Tree Project for Europe. E aggiunge: “Con il Green Festival e il suo ideatore, Gabriele Geminiani,.stiamo lavorando sull’idea di portare il progetto Kaki, con il relativo percorso culturale, a scuole e associazioni. L’associazione si fa anche promotrice di progetti per la salvaguardia della biodiversità, come l’imminente spedizione in Kirghizistan alla ricerca di Malus sieversii (la mela più antica del mondo, la progenitrice di tutte le specie attualmente esistenti).