La NUCLEAR BAN WEEK di Vienna è arrivata a metà del suo percorso, al terzo giorno, e si avvicina al suo culmine: la revisione del Trattato di proibizione delle armi nucleari operata dagli Stati parte denominata con sigla 1MSP.

Oggi si è svolta, come da programma, all’Austria Center, la Conferenza scientifica sull’impatto umanitario delle armi nucleari (in sigla: HINW22Vienna), organizzata dal governo austriaco.

Basandosi sulle precedenti conferenze di Oslo (marzo 2013), Nayarit (febbraio 2014) e Vienna (dicembre 2014) , l’HINW22Vienna ha fatto il punto sui risultati chiave di queste conferenze, e ha presenterà nuove ricerche nelle sue tre sessioni di lavoro:

  1. Fatti chiave su conseguenze e rischi umanitari delle armi nucleari;
  2. impatto delle armi nucleari sulla gente e sul pianeta
  3. i rischi della deterrenza nucleare.

Su basi scientifiche, da essa è provenuta una chiara e documentata denuncia: una “deterrenza” da considerare immorale e illegale ma in costante sviluppo quantitativo e di innovazione tecnologica, pur con una capacità di controllo sempre più a rischio, è un’urgenza globale che manifesta le armi nucleari quali una minaccia per la vita umana e per tutta la vita terrestre.

Ricercatori come Mary Olson hanno parlato del fatto che le donne hanno il doppio delle probabilità degli uomini di sviluppare il cancro a causa dell’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Moritz Kütt è stato preciso nel ricordare a tutti che non esiste una piccola arma nucleare e Michael Mills ha fornito una visione aggiornata sull’impatto climatico dell’uso delle armi nucleari.

Nella terza sessione possiamo considerare di particolare importanza gli interventi svolti dagli scienziati Hans Kristensen e Zia Mian. Quest’ultimo propone una complessità dell’approccio (l’arma nucleare è la punta dell’iceberg di un “sistema violento”) sulla quale i Disarmisti esigenti sono particolarmente sensibili.

La sintesi finale del presidente della Conferenza si trova al seguente link:

https://www.bmeia.gv.at/fileadmin/user_upload/Zentrale/Aussenpolitik/Abruestung/HINW22/Chair_Summary.pdf

Ecco un estratto dei suoi punti chiave:

È impossibile affrontare adeguatamente l’immediata emergenza umanitaria e le conseguenze a lungo termine della esplosione di armi nucleari. Ciò per cui non possiamo prepararci, ciò a cui non possiamo rispondere, dobbiamo assolutamente fare in modo di prevenire.

L’inverno nucleare probabilmente colpirebbe l’intero globo anche dopo uno scambio nucleare regionale limitato e provocherebbe il risultato drammatico
del calo della temperatura e della luce solare bloccata per anni prima della carenza di cibo e della fame mortale in molte parti del mondo.

Mentre procediamo nella ricerca sull’impatto delle armi nucleari, apprendiamo che le detonazioni di armi nucleari sono più vaste, provocherebbero conseguenze globali e persistenti più a lungo di quanto potessimo pensare prima.

I test nucleari atmosferici, sebbene condotti decenni fa, sono responsabili di gravi effetti sulla salute e di una lunga durata della degradazione ambientale. Nuove analisi e tecniche possono consentire una migliore mappatura della contaminazione radioattiva globale, ed anche delle ricadute locali con importanti implicazioni per le comunità colpite.

I rischi di scoppio di armi nucleari per incidente o errore, non autorizzato o intenzionale, hanno raggiunto un livello senza precedenti a causa delle politiche, delle strategie e delle ragioni tecnologiche.

La propagazione di un nucleare tattico più piccolo e meglio utilizzabile è sconcertante. Anche la detonazione di una singola cosiddetta piccola arma nucleare avrebbe effetti devastanti . Queste mininukes, inoltre, comportano un rischio molto elevato di escalation verso una guerra nucleare limitata o totale.

La minaccia dell’uso di armi nucleari dichiarata dai leader russi mostrano quanto sia reale questo rischio oggi e sottolinea la fragilità di un paradigma di sicurezza basato sulla Teoria della deterrenza nucleare. L’invasione russa dell’Ucraina sottolinea il fatto che le armi nucleari non prevengono grandi guerre, ma piuttosto incoraggiano gli stati dotati di armi nucleari a iniziare guerre.

La guerra tra stati armati nuclearmente non solo è possibile, ma è già successa più volte, ad es. nel Subcontinente indiano. Sappiamo che il conflitto nucleare non è un pericolo astratto, ma molto reale. Alla luce delle tensioni regionali e globali, esistono oggi diversi scenari plausibili in diversi parti del mondo per lo scatenamento di un conflitto nucleare.

Misure di riduzione del rischio sostanziali e non solo dichiarative sono certamente richieste a breve termine, ma solo l’eliminazione delle armi nucleari offre una prevenzione efficace.

La teoria secondo cui la deterrenza nucleare può prevenire una guerra nucleare
è ulteriormente messa in dubbio dagli effetti del progresso tecnologico e dalla l’integrazione di nuove tecnologie nelle armi nucleari e nei sistemi e strutture decisionali della deterrenza.

Entrambi i risultati sulle conseguenze umanitarie e sui rischi dell’uso e del possesso di armi nucleari sottolineano la necessità di mettere sempre l’impatto umanitario catastrofico delle armi nucleari al centro del nostro lavoro fintanto che queste armi esistono. Perciò, questo approccio deve essere alla base di tutte le discussioni sulle armi nucleari.

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Oggi, 20 giugno 2022, dobbiamo registrare due fatti importanti:

1- gli Stati che hanno ratificato il TPNW raggiungono quota 65 dopo l’adesione di Capo Verde, Grenada, e Timor-Leste;

2 – agli osservatori di 1MSP si aggiungono Australia, Belgio e Olanda.

Durante la conferenza Patrizia Sterpetti, presidente di WILPF Italia, è riuscita a incontrare Sergio Monti, il rappresentante per l’Italia all’ONU di Vienna. Patrizia gli ha consegnato il libro sulla illegalità delle armi nucleari in Italia, lo studio IALANA commissionato da “Abbasso la guerra” e altre associazioni, tra le quali i Disarmisti esigenti. Ormai dovrebbe essere noto che il governo italiano ha deciso di presenziare solo all’incontro scientifico disertando invece quello politico-diplomatico che si aprirà, appunto, martedì 22 giugno.

Segnalo questo link https://www.youtube.com/user/ICANinAction su cui è possibile vedere la registrazione dei principali eventi che si sono svolti durante il Forum delle ONG del 18-19 giugno.

Ricordo ancora che Il 18 e il 19 giugno abbiamo partecipato, la delegazione di Disarmisti esigenti e WILPF Italia, al Forum delle ONG organizzato da ICAN e il 19 sera alla conferenza “GIVE PEACE A CHANCE!” organizzata da ABFANG, IPB e WILPF http://abfang.org/peace-conference-vienna-june-19th/.

Che dire ancora? Bene, finalmente ci siamo. Inizia la prima Riunione degli Stati Parte del Trattato che bandisce le armi nucleari. Tutte le organizzazioni ICAN si aspettano che i governi che partecipano a questo incontro colgano l’opportunità per rispondere alle recenti minacce dell’uso di armi nucleari e all’aumento del rischio di conflitti nucleari.

Un consiglio per chi vuole dall’Italia la NUCLEAR BAN WEEK: resta sintonizzato con gli aggiornamenti due volte al giorno su MSP-TV e vediamo cos’altro di positivo porterà questa settimana!

Questo il link:

https://vienna.icanw.org/msptv-by-ican?utm_campaign=3_ratifications_tpnw&utm_medium=email&utm_source=ican