Il 18 aprile la Camera dei Deputati del Messico ha approvato una legge di iniziativa presidenziale che stabilisce la nazionalizzazione del litio. A darne notizia è il quotidiano El Universal, riferendo che un’impresa pubblica gestirà il metallo utilizzato per le batterie degli smartphone e delle auto elettriche.

Il progetto per modificare la legge mineraria, presentato domenica 17 aprile 2022, richiedeva la maggioranza semplice dei deputati e dopo due ore è stato approvato con 298 voti favorevoli delle forze governative e 197 astensioni dei partiti di opposizione. Il progetto è stato approvato anche al Senato con 87 voti favorevoli, 20 contrari e 16 astenuti.

La nazionalizzazione del litio ha lo scopo, si legge nel documento, “di garantire l’autodeterminazione della nazione, nonché la sovranità energetica delle persone sul litio e altri minerali strategici e necessari per la transizione energetica, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo nazionale”.

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha spiegato che questa proposta di riforma dichiara l’esplorazione, lo sfruttamento e l’uso del litio di utilità pubblica, escludendo la partecipazione di società straniere; non verranno accordati quindi concessioni, licenze, contratti o permessi.

L’amministrazione del litio spetterà esclusivamente allo Stato e per questo si prevede la creazione di un organismo decentrato. Allo stesso modo, la riforma sottolinea la tutela dell’esplorazione, dello sfruttamento e dell’uso del litio e delle sue catene del valore, garantendo che ciò non danneggi la salute della popolazione, l’ambiente o i diritti delle popolazioni indigene.

Durante la conferenza stampa mattutina, il capo dello Stato ha affermato che il litio “è un minerale strategico” e che si lavorerà per sviluppare la tecnologia necessaria o acquisirla per il suo utilizzo, perché “il litio è nostro”. Ha inoltre assicurato che i contratti concessi alle società nazionali ed estere per l’estrazione del minerale saranno rivisti, come nel caso dei 150.000 ettari concessi ad alcune aziende durante la presidenza di Enrique Peña Nieto e che le procedure di esplorazione e sfruttamento saranno oggetto di un’indagine approfondita. I contratti ancora in vigore per altri minerali non saranno sospesi, ha sottolineato Lopez Obrador. Queste misure valgono solo per il litio.

Nella sessione precedente, svoltasi la notte del 17 aprile, l’organo legislativo messicano aveva bocciato un’iniziativa del presidente volta a modificare la legge costituzionale che regola le attività del settore elettrico.

Trattandosi di alcuni articoli della Costituzione, Lopez Obrador avrebbe dovuto ottenere una maggioranza di due terzi, quindi 332 voti. Nonostante i 275 voti favorevoli (Movimento Rigenerazione Nazionale, Verdi e Partito del lavoro), i 223 contrari (Partito Azione Nazionale, Partito Rivoluzionario Istituzionale e Partito dlla Rivoluzione Democratica) hanno bloccato la riforma. Una prima battuta d’arresto per il progetto di Obrador, che avrebbe voluto riportare la maggioranza (53%) di questo ramo industriale in mano all’organismo pubblico denominato Commissione federale dell’elettricità (Cfe), limitando la presenza delle imprese private e straniere.

México: Reforma de ley minera sobre nacionalización del litio incluye protección al medio ambiente: https://www.youtube.com/watch?v=c16W-V5HlAw

https://www.telesurtv.net/news/mexico-senado-aprueba-reforma-ley-minera-nacionalizar-litio-20220419-0030.html

https://www.telesurtv.net/news/mexico-amlo-celebra-aprobacion-ley-minera-20220419-0021.html