Per i pacifisti torinesi che non hanno avuto la possibilità di partecipale alla manifestazione nazionale di Roma di sabato l’appuntamento è stato in piazza Castello a partire dalle 11.

Anche questa manifestazione, come quella di sabato scorso, è stata convocata dal coordinamento AGITE in base ad un documento che ricalca quello della manifestazione nazionale[1]: benché il documento sia stato considerato da molti presenti troppo tiepido e generico è stato necessario per allargare al massimo la convocazione e consentire la partecipazione delle organizzazioni più grandi ed istituzionali, secondo il modello seguito per la manifestazione nazionale. Questo sforzo è stato efficace solo in parte visto che la partecipazione, malgrado il peggioramento della situazione, è stata inferiore a quella di sabato scorso; si tratta di un calo fisiologico, anche dovuto al fatto che una parte cospicua delle energie si sono riversate sulla manifestazione nazionale.

Le obiezioni sulla genericità della convocazione sono in parte state superate dal fatto che tutte le organizzazioni intervenute hanno avuto modo di manifestare al microfono i propri distinguo: tutti i presenti sono d’accordo nel chiedere il cessate il fuoco immediato ed il ritiro dell’esercito russo dall’Ucraina, le differenze riguardano essenzialmente l’attribuzione delle responsabilità della crisi tra Putin e la politica espansiva della NATO.

A distanza di una sola settimana da sabato 27 febbraio, il clima è cambiato: la situazione si è polarizzata, il governo italiano, appoggiato da uno schieramento parlamentare bipartisan, ha approvato decisioni senza precedenti come quella di inviare armi ad una parte in conflitto. La foga di colpire la nazione attaccante si è spinta fino ad aspetti culturali e sportivi che niente hanno a che fare con gli aspetti militari della questione, creando il presupposto per una progressiva avversione verso il popolo russo, in una escalation che porta in una sola direzione.

Il tentativo di fermare questo percorso senza sbocchi ha spinto più di duecento persone in piazza; come farlo non è chiaro, in alcuni interventi si è cercata ispirazione leggendo brani da Tolstoj, Martin Luter King ed altri grandi nonviolenti. Più chiaro cosa non bisogna fare: armare le parti in conflitto, costringere all’angolo una delle parti, trasformare l’Ucraina in un terreno di scontro mondiale.

Prossimo appuntamento, sabato prossimo, stesso posto, stessa ora.

[1] Testo completo del documento di convocazione della manifestazione https://www.agite-to.org/2022/03/05/contro-la-guerra-per-la-pace/