Pubblichiamo il comunicato congiunto degli organizzatori della manifestazione di Palermo che si terrà il prossimo 6 febbraio davanti al Teatro Massimo (Piazza Verdi, ore 11:00). L’iniziativa si inquadra nell’ambito della Giornata globale di lotta contro il regime di morte alle nostre frontiere e per chiedere verità, giustizia e risarcimenti per le vittime della migrazione e per le loro famiglie. Fra gli organizzatori dell’iniziativa nel capoluogo siciliano ricordiamo fra gli altri Forum Antirazzista \Stra Vox \Mediterranea Saving Humans \ Amnesty International – Gruppo 44

 

Siamo parenti e amici di persone morte, scomparse e/o vittime di sparizioni forzate lungo le frontiere terrestri o marittime dell’Europa, dell’Africa e dell’America.

Siamo persone che sono sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere in cerca di un futuro migliore.

Siamo cittadini solidali che aiutano i migranti durante i loro viaggi fornendo aiuto medico, cibo e vestiti e sostenendoli in situazioni pericolose affinché i loro viaggi possano terminare in sicurezza.

Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di questi migranti prima che sparissero, che cercano di identificare i corpi anonimi nelle zone di confine e che danno loro una degna sepoltura.

Siamo una grande famiglia senza frontiere e senza nazionalità, che lotta contro i regimi di morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che lotta per il diritto a migrare, per la libertà di movimento e per la giustizia globale per tutti.

Anno dopo anno, siamo testimoni dei continui massacri alle frontiere e nelle strutture di detenzione destinate a scoraggiare le migrazioni. Non dobbiamo non dimenticare queste vittime! Non vogliamo rimanere in silenzio su ciò che sta succedendo!

Per questo abbiamo deciso di unire le nostre forze, nel rispetto delle diversità, per denunciare la violenza mortale dei regimi di frontiera e per commemorare coloro che sono morti, scomparsi e/o sono stati vittime di sparizioni forzate nel Mar Mediterraneo, nel Sahara, lungo la rotta balcanica, al confine meridionale del Messico, nel deserto dell’Arizona e in tutto il mondo.

Noi accusiamo i responsabili di questo genocidio in corso: i governi che stanno rendendo le rotte migratorie sempre più pericolose militarizzando il controllo delle frontiere interne ed esterne.

Il 6 febbraio 2014, la polizia di frontiera spagnola ha ucciso almeno 15 persone che cercavano di attraversare la frontiera a Tarajal per entrare enclave spagnola di Ceuta. Dopo anni di procedure legali, i tribunali spagnoli hanno assolto gli ufficiali della Guardia Civil, stabilendo che non era stato commesso alcun reato.

Nessuna giustizia è stata ancora fatta alle vittime e alle loro famiglie!

Il 6 febbraio 2019, gruppi di famiglie delle persone decedute, scomparse e/o vittime di sparizione forzata si sono incontrati a Oujda per la prima CommemorazioneAzione delle vittime della migrazione e per denunciare la violenza alla frontiera.

Il massacro di Tarajal è un simbolo di ciò che accade ogni giorno da oltre 20 anni: vittime senza giustizia, tombe senza nome, frontiere senza diritti. Per questo abbiamo deciso a Oujda di continuare il cammino delle commemorazioni ogni anno il 6 febbraio, per trasformare il nostro dolore in azione collettiva.

Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, gruppi e collettivi di famiglie delle vittime della migrazione, e ai cittadini di tutti i Paesi del mondo di organizzare proteste e azioni di sensibilizzazione.

Vi invitiamo a utilizzare il logo mostrato sopra, insieme ai vostri loghi, come elemento per evidenziare il legame tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che avranno luogo saranno pubblicati sulla la pagina Facebook Commemor-Action.

Facciamo appello alle reti che hanno organizzato eventi intorno al massacro di Tarajal da molti anni, di unire le forze con noi e collegare le varie iniziative. Facciamo in modo che il 6 febbraio sia una Giornata Globale di Lotta contro il Regime delle Frontiere Mortali e per la verità, la giustizia e il risarcimenti per le vittime della migrazione e le loro famiglie.

 

 

In occasione della giornata di CommemorAzione, 6 febbraio 2022, il progetto Missing at the borders presenta la video intervista a Kamel Belabed, padre di Merouane, vittima di scomparsa forzata dal 17 aprile del 2007.
Come afferma Kamel il fatto di essersi visto negare, così tante volte il visto d’ingresso, è stata la causa diretta della scomparsa di suo figlio. Qui il link all’intervista https://missingattheborders.org/testimonials