Il 25 luglio del 2020 la nave si incagliò contro la barriera corallina, causando lo sversamento di oltre un migliaio di tonnellate di greggio.

Si è conclusa con una condanna a venti mesi di carcere il processo a carico del capitano e del vice-capitano della petroliera giapponese che il 25 luglio del 2020 si incagliò contro la barriera corallina al largo delle Mauritius, causando lo sversamento di oltre un migliaio di tonnellate di greggio. Si è trattato del più grave disastro ambientale mai registrato nel Paese africano.

La nave, la giapponese Mw Wakashio, era salpata da Singapore ed era diretta verso il Brasile con quasi 4.000 tonnellate di petrolio, quando il capitano Sunil Kumar Nandeshwar perse di vista la rotta poiché era stato distratto da una festa a bordo. Lo ha riferito lui stesso alla corte, e con il vice-capitano ha anche chiesto perdono per l’accaduto.

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