E’ già stata organizzata, per iniziativa di Disarmisti Esigenti, WILPF Italia e Laudato Si’, impegnati a costruire un coordinamento antinucleare europeo, dal 1 al 7 dicembre scorsi una nostra “settimana antinucleare”, contro le sbandate pro atomo del Ministro Roberto Cingolani, allestendo una tenda delle cittadine e dei cittadini sotto la sede del MITE di via Cristoforo Colombo, a Roma.

Il problema che ora ci preme sottolineare con particolare inquietudine, sicuri purtroppo di trovare orecchie poco consapevoli, è che la partita del rilancio del nucleare non si gioca solo e tanto in Italia, bensì soprattutto in Europa. Nella sede europea il governo italiano – il fatto è poco seguito – disgraziatamente sta schierandosi dalla parte sbagliata, con la Francia contro la Germania, al carro di una Commissione UE che, nelle persone sia del presidente che del vicepresidente, ha già fatto dichiarazioni estremamente preoccupanti. Il nostro MITE guidato da Cingolani ha chiesto che nucleare e gas siano inclusi nella tassonomia “green” della Ue, cioè meritevoli di finanziamenti europei e nazionali, in nome del “New Green Deal”.

Noi ovviamente, all’opposto, esigiamo di non includere il nucleare e il gas nell’atto delegato sugli aspetti climatici della tassonomia (il regolamento base è il 2020/892), che dovrebbe essere emanato a giorni (positivo che la prima scadenza del 7 dicembre sia stata rinviata su pressione del nuovo governo tedesco, includente i Verdi).

In questo senso abbiamo lanciato insieme un appello online, per il quale registriamo la responsabilità di promozione di diverse personalità ecopacifiste tra i primi firmatari (citiamo Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Massimo Scalia, Luciana Castellina, Massimo Serafini, Alfiero Grandi, Vittorio Bardi, Guido Viale, ecc); appello che si può rinvenire al seguente link per eventualmente pubblicarlo negli organi di stampa di cui siete redattori: https://www.petizioni.com/notassonomianukerispettareferendum

Ma, in modo più rafforzato, ampio e generale, penso che possiate darci una grossa mano nella campagna contro le lobby nucleariste in Europa, a partire dalla piena attuazione dei referendum italiani, per la quale stiamo pensando per i mesi di febbraio-marzo dell’anno prossimo, quando dovrà occuparsene in modo determinante il Parlamento europeo, a iniziative di mobilitazione e a una conferenza stampa a Bruxelles.