Ieri, 11 settembre 2021, più di 2.000 persone hanno detto a gran voce in piazza Duomo a Brescia NO al Maxi-Depuratore del Garda che “non depura”, in quanto scaricherebbe i fanghi nel fiume Chiese compromettendolo con la sua flora batterica e NO al commissariamento dell’opera.

Quella che si è creata in un mese, con il Presidio Permanente, è stata una protesta unica, una vera e propria lotta popolare che ha saputo tenere insieme anime, pratiche e metodi di lotta diversi con un obiettivo ben più grande.

Come hanno scritto gli ambientalisti del Tavolo Basta Veleni, “il presidio 9 agosto è solo un inizio, perché la determinazione a ribellarci contro questa ennesima imposizione dall’alto e a tutelare la nostra salute e la nostra terra è ben chiara. L’ottima riuscita della manifestazione di ieri è dovuta all’impegno di tutti e tutte le persone che in pochi giorni sono riusciti a organizzare questo momento di piazza, con banchetti sui territori, serate informative in tanti paesi della provincia, volantinaggi”.

A colorare e ad animare ancora una volta Piazza Duomo c’erano i rappresentanti dei comitati ambientalisti locali, che con i loro interventi si sono alternati a momenti di intrattenimento musicale e molti artisti che si sono esibiti in questo mese portando la loro solidarietà al Presidio.

Alla manifestazione erano presenti anche gli amministratori locali, che per l’ennesima volta son venuti a metterci la faccia contro questa maxi-opera impattante per l’ambiente. Nonostante ciò, secondo gli organizzatori gli amministratori locali contrari al Depuratore del Garda restano ancora troppo pochi rispetto a quello che dovrebbe essere. La mobilitazione continuerà comunque.

“Ci si potrà segnare per coprire i turni della prossima settimana per andare avanti a presidiare. Invitiamo nuovamente chiunque voglia fare dei turni o proporre attività, momenti ludici, di intrattenimento, laboratori ecc. a passare direttamente al presidio a proporli o di scriverci sulle nostre pagine social” – così ha dichiarato Il Tavolo Basta Veleni, aggiungendo – “Il presidio permanente continua: oggi è il 35° giorno di resistenza e non facciamo un passo indietro. La volontà, vista anche la partecipazione nella piazza di ieri, è quella di portare avanti la battaglia e diventare protagonisti in prima persona di questo presidio permanente, dandoci reciprocamente il coraggio e la forza di andare avanti e non mollare, perché in una provincia così martoriata e malata non possiamo più fare finta di niente.”

Al riguardo è interessante notare come ci sia stato, su alcuni quotidiani locali bresciani di oggi, un oscuramento mediatico della manifestazione di ieri. Cancellare 2.000 persone che manifestano pubblicamente è una scelta controversa, se non priva di qualsiasi decenza deontologica.