Neanche questa volta è andata: la sentenza sul “Limite Temporale” (“Marco Temporal” in portoghese), che avrebbe deciso in merito ai diritti territoriali dei popoli indigeni brasiliani, è stata sospesa dalla Corte Suprema Federale nel pomeriggio del 15 settembre. Infatti, dopo il voto del ministro Nunes Marques, a favore della tesi del “limite temporale”, il ministro Alexandre de Moraes ha richiesto di visualizzare gli atti del processo.

Secondo il coordinatore legale della Articulação dos Povos Indígenas do Brasil, Eloy Terena, il giudizio sarà ripreso solo quando Moraes sbloccherà di nuovo il processo che sarà poi incluso nell’ordine del giorno del tribunale. Per questo rinvio, le carovane di manifestanti torneranno verso le città di origine, ma, secondo quanto garantiscono gli organizzatori, la mobilitazione non si fermerà. Tra le azioni programmate dal movimento è previsto l’invio di lettere al ministro Alexandre de Moraes.

Nell’ultima sessione del 9 settembre, il ministro relatore del processo, Edson Fachin, aveva contestato la tesi del “limite temporale”, affermando che la Costituzione Federale riconosce il diritto dei popoli indigeni sulle loro terre di occupazione tradizionale come un diritto originario. Con la votazione di mercoledì 15, si è giunti in una situazione di stallo.

 

Per capire il caso:

Il progetto di legge Marco Temporal sancisce che i popoli indigeni abbiano diritto alla demarcazione delle terre solo se erano in loro possesso prima del 5 ottobre 1988, data della promulgazione della Costituzione. Tuttavia, le comunità indigene affermano che l’articolo 231 della Costituzione Brasiliana non stabilisce una data per la demarcazione delle terre e difendono il loro diritto originario.

“Sono riconosciuti agli indios la loro organizzazione sociale, di costumi, lingue, credenze e tradizioni, e i diritti originari sulle terre che occupano tradizionalmente, e compete all’Unione demarcarle, proteggerle e fare rispettare tutti i loro beni.” Testo della costituzione.

Dalla fine di agosto, quando è cominciato il processo, i rappresentanti dei popoli indigeni hanno accompagnato da vicino il processo a Brasilia. Secondo gli organizzatori, più di 6 mila indigeni di 176 popoli, originari di tutte le regioni del paese, si sono riuniti nell’accampamento a cui è stato dato il nome di “Lotta per la Vita”. Venerdì 10 settembre, le donne indigene hanno fatto una grande marcia con più di cinquemila donne di diverse etnie. L’evento ha segnato la lotta contro la violenza dello Stato Brasiliano e di tutti coloro che minacciano e attaccano i territori indigeni.

Immagine di Sheila Martins

Il 15 settembre, circa 150 leader indigeni dei popoli Kaingang, Xokleng, Xavante, Terena, Guarani, Tupi Guarani, Tuxá e Guarani Nhandeva hanno accompagnato il processo nella piazza dos Três Poderes a Brasilia. Dopo la votazione, c’è stata una riunione per decidere i prossimi passi del movimento.

Traduzione dal portoghese di Raffaella Piazza. Revisione di Cristiana Gotsis