Ti pago se rinunci ad abortire: mozione approvata a Pescara

02.04.2021 - Benedetta La Penna

Ti pago se rinunci ad abortire: mozione approvata a Pescara
(Foto di Collettivo Zona Fucsia)

In data 31 Marzo la giunta comunale di Pescara approva una mozione che si accanisce, per l’ennesima volta, sui corpi delle donne e delle persone con utero.

L’Amministrazione aternina vuole inserire nel prossimo Bilancio utile delle risorse finalizzate a fornire sostegno a chi volesse abortire a causa delle condizioni socio-economiche in cui queste persone si trovano.

 

“Questa decisione viene giustificata, da considerazioni secondo cui le interruzioni volontarie delle gravidanze avvengono a causa dell’indigenza e dell’aggravamento delle condizioni economiche conseguenti alla pandemia in corso” afferma il coordinamento dell’Abruzzo Pride.

“Questa base argomentativa ignora completamente l’autodeterminazione delle donne e delle persone con utero nei processi gestativi. Molte gravidanze vengono interrotte anche per ragioni diverse da quelle economiche.”

 

Questa mozione non considera minimamente alcune delle problematiche strutturali permeanti la nostra Nazione. Sono molti i fattori ad ostacolare un percorso genitoriale: la precarietà lavorativa, il costo troppo elevato delle abitazioni rispetto agli stipendi, la mancanza persistente degli Asili Nido e Scuole dell’Infanzia nonché le discriminazioni subìte dalle donne e dalle persone con utero a causa del loro genere (molte perdono il proprio lavoro dopo essere diventate genitori).

 

La reale e completa applicazione della Legge 194/78 si ottiene grazie alla prevenzione, al sostegno e l’accesso ai servizi. Una corretta prevenzione permette una diffusa e accessibile conoscenza all’educazione sessuale e alla sfera contraccettiva. Un ingente sostegno in campo psicologico, sociale ed economico agevola chi desidera una gravidanza fornendo le condizioni necessarie per portare a termine la gestazione.

L’accesso ai servizi deve essere libero e garantito, affinché vengano offerte informazioni adeguate ed esaustive riguardo alle esigenze mediche, organizzative e psicologiche in caso si voglia interrompere volontariamente una gravidanza.

L’istituzione della “Festa della famiglia e della vita” appare altresì una mera decisione propagandistica: anziché mirare a una piena attuazione della Legge 194/78, mortifica chi vuole interrompere o ha interrotto una gravidanza, additando queste persone come “irrispettose della vita”. Questo giudizio morale è inaccettabile.

La Legge 194/78 non si tocca e i corpi delle donne e delle persone con utero non sono oggetti sui quali far politica strumentale.”

Anche il neo collettivo transfemminista Zona Fucsia di Pescara risponde: “Troviamo sminuente e sconsiderato il provvedimento del Consiglio comunale di Pescara approvato ieri dalla maggioranza di destra, di barattare una legittima scelta delle donne con un “incentivo economico a chi rinuncia ad abortire” che svela l’ennesima azione di natura clientelare atta a garantire fondi pubblici ad un movimento Antiscelta. Riteniamo fondamentale un supporto alle donne che vogliono intraprendere una interruzione di gravidanza, senza far leva su manipolazioni emotive ed economiche che limitano il diritto ad autodeterminarsi. Servono piuttosto scelte politiche adatte a garantire certezza per le donne nell’ambito lavorativo, presenza di nidi pubblici su tutto il territorio, affitti sostenibili per le famiglie in difficoltà. Respingiamo quindi in toto questa misera proposta di cui farebbero le spese donne, bambine e bambini che potrebbero venire al mondo in contesti non adeguati o in condizioni limite dove nessun partito, comune, istituzione potrà intervenire”.

 

Categorie: Europa, Genere e femminismi
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