4 aprile. 53° anniversario della morte di Martin Luther King

03.04.2021 - Redazione Italia

4 aprile. 53° anniversario della morte di Martin Luther King

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende ricordare la figura carismatica di Martin Luther King, assassinato il 4 aprile 1968 a Memphis. Quest’anno il 53° anniversario della sua morte combacia con la festa della Pasqua, emblema della palingenesi e della pace universale. Il pastore afro-americano e Gandhi furono i due defender che più di tutti ispirarono una nuova filosofia di lotta politica in un secolo, il Novecento, che era stato martoriato dall’odio razziale e dai conflitti mondiali, improntata alla solidarietà e alla resistenza passiva. Essi dimostrarono che si poteva cambiare il mondo senza spargere il seme della violenza e che per avere ragione non era necessario urlare: la potenza e l’efficacia delle proprie argomentazioni, vere, perché figlie della verità non richiedevano alcuna dimostrazione. Martin Luther King ha insegnato che l’amore e la cultura possono davvero rendere la nostra società diversa, più tollerante, più sana, più equa.

Rileggendone i discorsi, si rimane sorpresi rispetto alla capacità di visione, modernità di pensiero, efficacia logica; sentimento e ragione non mancano mai nei testi del pastore; pacatezza e superiorità intellettuale, che non sfociano mai nella sottovalutazione dell’avversario, caratterizzano la moralità di un uomo umile e al tempo stesso eroico.

“Se non abbiamo buona volontà verso tutti gli uomini di questo mondo, distruggeremo noi stessi con le nostre armi e con la nostra potenza.” (dall’omelia pronunciata nella Chiesa Battista di Ebenezer ad Atlanta la vigilia di Natale del 1967)

Egli in un momento di forte tensione sociale seppe radunare la maggior parte delle persone di colore sotto l’egida di una lotta impavida conto la prevaricazione che si basasse sulla forza delle idee e sul concetto rivoluzionario secondo il quale il violento è debole e ha torto.

“La disobbedienza civile di massa, nuova fase della nostra lotta, ha il potere di trasformare il furore dei ghetti in forza creativa e distruttiva.” (da M.L. King, Il fronte della coscienza, ed. Sei)

Come siamo lontani attualmente dagli ideali e dal modus operandi di Martin Luther King nella politica attuale! Si contrasta il proprio antagonista con argomentazioni fiacche che si sostanziano di insulti personali, offese grevi, sessismo, xenofobia e maldicenza. È facile solleticare gli istinti peggiori degli esseri umani, come si usa oggi parlare alla “pancia della gente”; è molto più complicato indurre all’evoluzione; all’assunzione delle proprie responsabilità civili e sociali; alla rinuncia di nicchie di favoritismo; allo smascheramento dell’ipocrisia.

“Noi contrasteremo la vostra capacità di infliggere sofferenza con la nostra capacità di sopportare la sofferenza. La vostra forza fisica cozzerà contro la nostra forza morale. Fateci ciò che volete, noi continueremo ad amarvi. Dal profondo della nostra coscienza noi sappiamo che non possiamo obbedire alle vostre leggi ingiuste e accettare il vostro sistema ingiusto perché il non cooperare con il male è un obbligo morale così come lo è il cooperare con il bene. Perciò gettateci in prigione e noi continueremo ad amarvi; gettate bombe nelle nostre case, minacciate i nostri figli e, anche se sarà difficile, noi continueremo ad amarvi.” (dall’omelia pronunciata la vigilia di Natale del 1967 nella Chiesa Battista di Ebenezer in Atlanta)

Libertà, democrazia, istruzione, equità sociale sono beni universali che Martin Luther King seppe rivendicare come pochi: costituiscono i cardini su cui costruire il futuro delle prossime generazioni.

Amarezza e sconforto suscita il pensiero che se Martin Luther King non avesse condotto le sue battaglie, la qualità della vita sarebbe peggiore anche per chi lo ha avversato e per chi tutt’ora nega le fondamentali libertà personali ai propri simili.

“Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.” (“I have a dream”)

Il CNDDU nel celebrare la figura di King invita il mondo della scuola a ricordare le tante vittime di razzismo che attualmente funestano le pagine di cronaca di tutto il mondo (George Floyd, Antwon Rose, Pellerin, Breonna Taylor etc.) e in Italia il giovane Willy Monteiro.

“Non so che cosa succederà adesso. Ma non è questo che mi interessa. Sono salito in cima alla montagna. Non sono preoccupato. Come tutti, anch’io desidero vivere a lungo. Ma tutto questo ora non mi preoccupa. Desidero soltanto compiere la volontà di Dio. Egli mi ha concesso di salire in cima alla montagna. Io ho guardato oltre e ho visto la Terra Promessa. Forse io non arriverò fino là con voi. Ma voglio che voi sappiate, questa notte, che noi insieme, come popolo, giungeremo alla Terra Promessa. Per questo oggi sono felice.” (dal discorso tenuto da M.L. King a Memphis il 3 aprile 1968, il giorno prima di essere assassinato).

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani, Nonviolenza
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