Nasce un nuovo tavolo di lavoro su cui lavorare sulle problematiche ambientali del Sebino. Da sempre sul nostro territorio si sono portate avanti tavoli di lavoro per far fronte alle problematiche che lo riguardano, ma poche, pochissime hanno avuto seguito e sono stati concretizzati. Ora bisogna vedere se questo Patto darà i suoi frutti!

Ne parliamo con Dario Balotta, ex sindacalista dei trasporti della CISL, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni e Trasporti (Onlit), membro di Europa Verde e Presidente del circolo di Legambiente Basso Sebino.

In cosa consiste questo “Tavolo ambientale”? Da quale esigenza nasce?

Difficile dire in cosa consiste il tavolo chiamato “patto per la salvaguardia del lago d’Iseo” visto che per ora siamo solo all’annuncio, seppure significativo. Le intenzioni sembrano buone. Si tratta di una iniziativa del solo Comune d’Iseo che chiede la partecipazione alla costituzione di un “tavolo ambientale” da parte di tutti gli stakeholders pubblici e privati che gravitano sul Sebino. Qui non è ben chiaro chi siano i soggetti privati cui è rivolto l’appello. Mentre per quanto riguarda i soggetti pubblici va ricordato che i comuni del lago si sono associati volontariamente nel G16 (una specie di cabina di regia lacuale) con specifico compito di trattare i temi comuni relativi al turismo. Non si capisce perchè la proposta non sia partita da qui con un allargamento delle competenze dello stesso G16.

Le esigenze dichiarate sono la messa in sicurezza ai fini della prevenzione dei danni ambientali, il riequilibrio dell’ecosistema, la valorizzazione paesaggistica, l’uso sostenibile delle risorse floristiche e faunistiche e la fruizione turistica sostenibile. I titoli sono stimolanti ma è bene ricordare che in questi anni si sono succeduti studi, ricerche e contratti di lago che sono finiti nei cassetti dei promotori: enti locali, qualche volta le università, o soggetti privati.

Quali saranno gli obiettivi di Legambiente Basso Sebino all’interno di questo tavolo? Quale ruolo giocherà?

Intanto cercheremo di sapere se c’è una vera presa di coscienza dell’emergenza climatica ed ambientale e se questa è legata al pessimo stato di salute del lago. Solo da una presa d’atto che l’ecosistema del Sebino è compromesso si possono muovere azioni coerenti con gli obiettivi contenuti nella proposta del Comune d’Iseo. Il nostro ruolo sarà dettato dalle effettive intenzioni che il tavolo mostrerà. Se ci sono contenuti, proposte e azioni concrete, che rompono con la gestione campanilistica delle risorse pubbliche del passato, noi ci saremo. Si sappia che il lago non lo si tutela solo nel suo bacino idrico, ma anche e soprattutto sulle coste e sulle colline circostanti.

Cosa vi aspettate da questo Patto per il Lago? Sarà veramente una soluzione?

Difficile da dirsi viste le premesse. Noi saremo li con le nostre proposte e le nostre competenze. Certo un rapporto con la Regione e la sua partecipata l’Autorità di Bacino del lago d’Iseo Endine e Moro (che gestisce il demanio del lago) sarà indispensabile.

Il Lago d’Iseo è quasi completamente eutrofizzato, e in una profonda e lenta crisi ecologica data anche dalla forte industrializzazione. Credi che gli amministratori lacustri abbiano la volontà politica di prendere in considerazione i vostri studi?

Adesso dopo un periodo di delocalizzazione e di chiusura di impianti la minaccia all’ambiente non è più causata solo dall’industrializzazione. Ora è prioritario mettere a norma e rendere a impatto zero le attività industriali rimanenti, sapendo che il consumo dei combustibili fossili va gradualmente limitato secondo le disposizioni europee, e che lo stesso vale per le quote di co2 emesse. Alcune attività non sono più compatibili e vanno chiuse, come la Cementifera di Tavernola, sia per le emissioni inquinanti sia per i gravissimi effetti idrogeologici provocati dagli scavi della marna. Il consumo di suolo va fermato e nuovi interventi edilizi andranno fatti solo recuperando l’esistente inutilizzato o abbandonato (capannoni ecc.). Un freno andrà messo anche alla grande distribuzione e all’espandersi di nuovi supermercati. Sarà difficile che gli enti locali accolgano le nostre proposte visto che c’è un’inerzia conservatrice elevata e un sistema di potere locale omertoso e con intrecci malavitosi (vedasi la recente espulsione del mafioso albanese che abitava a Sale Marasino). Noi ci proveremo. La crisi ambientale e il bisogno di investimenti per lo sviluppo sostenibile deve andare di pari passo con l’equità sociale.