Cronaca dei giganti comuni n°2

27.03.2021 - Parigi, Francia - Laurence Baranski

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Francese

Cronaca dei giganti comuni n°2
(Foto di Sabine | Pixabay | https://pixabay.com/fr/photos/coccinelle-siebenpunktmarienkäfer-26677)

Strana sensazione al risveglio stamattina. La sensazione che era tutto normale. Una normalità dolce. Ma anche un po’ come un encefalogramma quasi piatto. In effetti, una normalità come anestetizzata, e in realtà non molto piacevole.

Sarà perché ieri sera ho acceso la televisione, cosa che non faccio praticamente mai? C’era una pubblicità, o piuttosto uno spot: una nonna che ritrova finalmente i suoi nipotini che le corrono incontro. Li stringe tra le braccia con un amore di cui si può dire, guardando le immagini, che sia incondizionato e infinito. A quel punto si sente una voce che le dice : “Va tutto bene? ” “Oh sì”, risponde lei all’infermiera che l’ha appena vaccinata.

Non mi ricordo più delle parole che pronuncia subito dopo, ma il ricordo delle immagini mi fa credere, ripensandoci, che forse aggiunga “meravigliosamente”. È lo stato d’animo in cui sembra essere.

Non voglio entrare qui nel dibattito pro o contro il vaccino. È troppo controverso, e ognuno si è già fatto la sua opinione, o se la farà. Libero arbitrio.

Voglio invece soffermarmi sul potere delle immagini quando associano, in maniera a volte completamente presupposta e che in più è fortemente subliminale (il subliminale qui è così eclatante che non ha più niente di discreto) … insomma quando le immagini associano a un atto sul piano fisico (di cui si può pensare quello che si vuole ma che non ha niente di idilliaco), quello che c’è di più bello nelle nostre vite, cioè l’amore che ci unisce agli esseri amati.

Un futuro meraviglioso, all’apparenza…

Com’è facile creare e alimentare delle proiezioni collettive che ci vengono presentate come meravigliose! E com’è facile poi per noi tuffarcisi dentro, dicendoci che sono vere. È così rilassante.

Strano risveglio quindi, questa mattina. La sensazione che era tutto normale, ma di una normalità che fa un po’ male al cuore. E in quel momento, ho realizzato fino a che punto non sia facile tirarsi fuori dalle immagini fabbricate e dai futuri in cui esse ci proiettano. Ho capito fino a che punto può essere più facile infilarcisi dentro. A quel punto può essere complicato cercare un altro cammino. In che direzione dirigersi?

E se le storie che altri proiettano, storie completamente diverse, non fossero anch’esse delle illusioni che non hanno nessuno spessore? Dove voglio andare? Quale realtà vorrei cristallizzare e impersonare?

Caspita, come il futuro e la sua creazione sono qualcosa di vertiginoso! E come lo sono anche le scelte che facciamo per il nostro futuro! Come può essere comodo lasciarsi trasportare dalla corrente dominante. Quanto cercare di risalirla o di sfuggirle può richiedere forza, energie e forti convinzioni interiori. In cosa credo? Che cosa è davvero buono per me? Qual è la mia volontà, dentro la mia anima e coscienza?

Gratitudine per la nostra coerenza 

Allora, grazie a tutte e a tutti coloro che affermano chi sono, come qualcuno ha dimostrato nei suoi commenti a un articolo precedente. Grazie a tutte e a tutti quelli che affermano, con parole e con atti di pace e di amore, quello in cui credono. Che affermano a modo loro come vedono la vita e il mondo.

Non sarò mai obbligata a credervi. Forse non prenderò il vostro cammino. Ma la vostra coerenza, quando sento che è il risultato di un allineamento pacifico e veramente sincero tra il vostro corpo, il vostro cuore e il vostro spirito, è un punto di riferimento inestimabile. Voglio delle boe e dei fari come voi nel mondo! Voi mostrate la sua pace, la sua bellezza e il superamento.

Noi illuminiamo il mondo

Ogni volta che ci sentiamo piccoli perché presi nel flusso dei pensieri e delle immagini proiettate; ogni volta che, per questo, non ci sentiamo proprio, e quindi non ci sentiamo giganti, da quanto la corrente dominante è soffocante; ma ogni volta che comunque continuiamo a dire chi siamo e quello in cui crediamo profondamente, in relazione a quello che proviamo… Ogni volta di tutto questo, noi illuminiamo il mondo. Noi superiamo i nostri limiti e allo stesso tempo espandiamo il terreno della creazione collettiva. Stiamo costruendo un’altra architettura per il futuro. È invisibile ma incredibilmente potente, perché si basa su quello che abbiamo di più profondo e vibrante dentro di noi: la ricerca della nostra correttezza interiore.

Grazie a ognuno di voi per la vostra coerenza. Se siamo coerenti, anche se molto piccoli all’apparenza, anche perduti nella folla, sbattendo a volte dolorosamente contro le pareti inflessibili della libertà limitata, noi siamo dei giganti. Non è sempre facile, ma è così importante e così illuminante!

Credo che questo articolo parli di sentirsi a volte piccoli, della dimenticanza della nostra dimensione di giganti, e soprattutto del fatto che restiamo i veri creatori del mondo in cui viviamo (e vivremo).

Viva la nostra singolarità, la nostra originalità e la nostra sovranità, quella che ci permette di attingere la nostra energia e il nostro piacere di vivere alla fonte della nostra natura profonda.

E si sa, forse (sicuramente) (evidentemente) tutto questo non è che un gioco di forze, di coscienza e di energia per avvicinarcisi sempre di più. È lei, in ultima analisi, la nostra sola verità. È anche, credo, la leva e il punto di appoggio della boa, della nostra espansione, della trasmutazione.

Ridiamoci su! Gioia, creazione, piacere e leggerezza. Non smetterò di dirlo : dei giganti, veramente potenti!

NB per la cronaca: I giganti sanno che sono più grandi del loro solo corpo fisico, più grandi della matrice intellettuale ed emotiva in cui i loro corpi si evolvono, e che alcuni hanno anche la possibilità di espandere la loro coscienza fino a dimensioni più elevate di loro stessi.

Da lassù, vedono le cose in un altro modo, in maniera più pacifica e sensibile, nell’amore e non nella paura, e possono anche riequilibrarsi e riequilibrare ciò che potrebbe vacillare. Da lassù, sanno di essere connessi alla Vita, al di là del tempo e della materia. Sanno anche di essere connessi alla loro anima, che alcuni preferiscono chiamare in un altro modo.

Traduzione dal francese di Raffaella Piazza. Revisione di Thomas Schmid.

Chronique des géants ordinaires n°1

Categorie: Europa, Opinioni, Umanesimo e Spiritualità
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