Reggio Emilia: l’arte contro la cementificazione

27.02.2021 - Raffaella Ganci

Reggio Emilia: l’arte contro la cementificazione
(Foto di Collettivo FX, Simone Armini, Agnese Spinelli)

Il bambino nel carrello di via Rosa Luxemburg

ATTIVITÀ: Riqualificazione – Adeguamento tecnologico – Ristrutturazione – Costruzione. VALORE (MIL/EURO) 12. PERIODO 2019 – 2020.” Questo è quanto si legge sulla pagina della SICREA Group, l’impresa che realizzerà il nuovo punto vendita CONAD in via Rosa Luxemburg a Reggio Emilia su una superficie coperta e scoperta di circa 29mila mq.

#CHIEDILOACONAD

Nel 2017 #chiediloaconad è stata la campagna lanciata dal Collettivo FX insieme ad Arsave – Laboratorio per la città che vogliamo per contrastare l’ennesima cementificazione di una delle poche aree verdi rimaste. Con più di 80 poster sparsi per Reggio Emilia, gli artisti e Arsave si rivolgevano a Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad dal 2014.

Tutte le domande poste all’AD sollevavano, e sollevano, una serie di dubbi sulla coerenza e la credibilità di un’azienda che promuove presso l’opinione pubblica la propria attenzione per l’etica e l’ambiente.

Persone oltre le cose?

Persone oltre le cose è la campagna pubblicitaria che dal 2013 Conad mette in scena con il proprio alter ego, un dipendente affetto da una tale premura nei confronti dei clienti da passare le notti insonne per “controllare la freschezza.” “Dovunque c’è un Conad, c’è gente così. Attenta alla qualità che parla attraverso tutti i colori e i profumi della freschezza, perché in Conad sulla qualità nessuno chiude mai un occhio. Sotto questo cielo…”, è la conclusione cantata (https://www.youtube.com/watch?v=Y7ft-JIzWUI). Oggi sotto questo cielo della pianura romagnola sta per concludersi un progetto edilizio di 29.000 mq. Cose oltre le persone, i colori, i profumi, la ‘freschezza’ del cemento.

Il progetto (http://www.sicreagroup.com/DettaglioCaseHistory.jsp?idCH=1479) prevede la “riqualificazione architettonica e strutturale della casa colonica attualmente esistente, che diventerà luogo da adibire a somministrazione e spazio di intrattenimento.” Su quel casolare, Bambino nel carrello è apparso una notte del febbraio 2016, perché lì sarebbe sorto il nuovo centro commerciale.

Il bambino nel carrello, febbraio 2016

L’opera aveva lo scopo di raccontare il malumore e il malcontento ma, nonostante le tante manifestazioni, eventi e discussioni sul tema, il cantiere è andato avanti e nelle ultime settimane ha subito un’accelerazione.

Il bambino nel carrello, febbraio 2021

Arte e Resistenza

Con atto notarile, legalmente depositato il 29/09/2020, il Collettivo FX, autore dell’opera, ha ceduto i diritti d’autore, e di conseguenza di sfruttamento dell’immagine, del Bambino nel carrello al Mercato Contadino di Casa Bettola. “Con questo gesto – dichiarano gli autori dell’opera – il Collettivo FX ha voluto prolungare la discussione rispetto a un’operazione che, da più parti, viene considerata non solo controproducente ma anche fuori tempo massimo. Oltre alla cementificazione di una delle poche aree verdi della zona c’è infatti la preoccupazione per un modello – quello della grande distribuzione – che non è più sostenibile. Questo progetto è stato pensato nel 2001 e approvato nel 2014, in un contesto molto diverso da quello di oggi. L’intenzione del Collettivo FX è quella di dare nuova vitalità al dibattito e ‘istigare’ un approccio più proficuo al progetto, che ne valuti le ricadute non solo ambientali, ma anche sociali”.

Il donatario, il Mercato Contadino di Casa Bettola, è un luogo d’incontro tra produttori e consumatori fondato sulla filiera corta e sulla tutela di tutte le parti in gioco. “La filosofia sottesa al nostro mercato – ha spiegato Simone Armini di Casa Bettola – è quella di essere un punto di incontro fertile tra domanda e offerta, tra contesto rurale e cittadino, fondato sulla fiducia e sulla relazione. Per questo il mercato viene gestito in maniera diretta e collettiva, e chi ne fa parte condivide ogni aspetto del progetto, vincoli compresi. Una gestione che ci differenzia non solo dai grandi e piccoli supermercati, ma anche da altre realtà apparentemente simili di mercato”.

La donazione vuole essere una sorta di risarcimento – sottolinea il Collettivo FX – nei confronti di una piccola realtà che dimostra nei fatti come alternative più equilibrate e proficue sia per i consumatori sia per i produttori siano possibili. Realtà che la grande distribuzione mette sempre più a repentaglio. L’opera nasce per questo e speriamo, con questa operazione, di dare nuovi stimoli e nuovi sguardi alla città”.

Bambino nel carrello

L’opera, su quel casolare al centro di un fossato sterrato, racconta e testimonia dati oggettivi e una storia diversa da quella di Conad: “la crescente attenzione all’ambiente si traduce in un impegno concreto per limitare l’impatto delle attività in tutti gli ambiti […] D’altra parte, il ruolo che Conad si è ritagliato nella società – quello di impresa responsabile che partecipa alla vita delle comunità in cui agisce – impone di fissare obiettivi di sviluppo che vanno al di là della crescita del fatturato e della competitività, e vedono come prioritari la tutela dell’ambiente e delle persone.” (https://chisiamo.conad.it/impresa-per-la-comunita/ambiente.html).

Dell’opera, inserita tra i lavori di interesse artistico e culturale da parte del Patrimonio Culturale ER (https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/…/loadcard…) cosa farà Conad? La lascerà a memoria della propria incoerenza? Deciderà di cancellare un lavoro riconosciuto come patrimonio culturale? Vedremo, intanto rimangono 29.000 mq. cementificati: è questa la realtà, il resto è, o sarà, retorica da marketing.

Per raccogliere fondi a supporto di Casa Bettola è stata realizzata una pubblicazione in edizione numerata e personalizzata a mano dall’autore e una shopper del Bambino nel carrello in vendita al Mercato di Casa Bettola (per info: 3316403513)

Foto: Collettivo FX, Simone Armini, Agnese Spinelli

Categorie: Cultura e Media, Europa
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